La Nazionale è davanti allo specchio e sta facendo i conti con la vecchia sé. Anche con quella che a un certo punto era diventata un’utopia: voler insegnare la tecnica a chi non ce l’ha. Dopo anni di schemi e razionalizzazione esasperata, Mancini chiede agli azzurri di scegliere, dribblare, inventare. La partita con la Francia diventa così un test su una scuola che non vuole perdere la propria identità: la disciplina serve, ma senza frenare l’istinto
Vogliamo un’Italia libera. Di inventare, sbagliare, colorare. Basta schemi rigidi. No alla specializzazione della tecnica. Freedom. Libertà. Anche di giocare di rimessa. Non è un’offesa, e i cari seguaci del tiki-taka (i pochi rimasti) se ne facciano una ragione. Perché magari non è vero, ma contro la Turchia gli azzurri hanno dato l’impressione di aver spezzato le catene (mentali e fisiche) dal gioco robotizzato. Stasera, allora, vai col bis. Per battere la Francia di Zinédine Zidane, l’ex mon