La vittoria dell’Italia sulla Turchia

L’entusiasmo di Kayode, il ragazzo che sognava Bolt e prendeva il bus per allenarsi

Figlio di genitori nigeriani, cresciuto in provincia di Novara, diventato grande in Inghilterra: il terzino che ha acceso la notte di Bursa è il volto di un paese che deve guardare avanti. Dalle giovanili con la Juventus alla D, dal poco spazio in Serie A con la Fiorentina, fino all’esplosione in Premier: non è l’Italia multietnica, è l’Italia punto e basta

Senti nell’aria cosa c’è. Kayode: non più un nome, ma un grido di battaglia. Risuona dagli spalti della Timsah Arena, Bursa, la città adagiata alle pendici del Monte Uludag, lì dove l’Italia ha ritrovato sé stessa battendo la Turchia 4-1. Notte magica (al singolare), mica come la canzone. E per ora basti così. Perdersi e ritrovarsi. L’Italia lo ha fatto con questo ragazzo che non arriva da Marte ma da Borgomanero, anzi Gattico, la frazione dove vivono i genitori e che da Borgo dista appena sei c