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A chi importa della Nations League? Ma per l’Italia in crisi è un laboratorio cruciale

L’olandese Malen resta a Trigoria, l’Inghilterra perde cinque giocatori, la Spagna rinuncia a Porro e la Germania convoca 44 (!) giocatori per alleggerire gli impegni. Mentre le grandi nazionali trattano la competizione come una parentesi, il ct Mancini può sfruttarla per costruire il gruppo del futuro, più aperto e contemporaneo, mentre tutto intorno l’entusiasmo resta basso

Qui si rifà l’Italia o si muore: abbiamo sempre bisogno di un Garibaldi che ci rimetta insieme. E per trovarlo siamo andati a (ri)prendere l’ultimo che ci ha fatto vincere qualcosa. Ma per Roberto Mancini e la sua Italia questa Nations League non è un’impresa dei mille. Le altre nazionali un po’ la snobbano e un po’ la sbuffano. Con grande sollievo dei club, ovviamente, che hanno potuto tenere a casa i loro eroi. La Roma, per dire, ha preferito conservarsi a Trigoria Donyell Malen, l’attuale uom