Risorse pubbliche nelle tasche dei privati, aumento del consumo di suolo, definanziamenti alle strutture sportive popolari, cantieri incompleti, l’ammissione di Israele e, in generale, un modello insostenibile di sfruttamento turistico. Dall’arrivo della Fiaccola alla cerimonia di apertura di venerdì a San Siro, fino al corteo nazionale di sabato, a Milano il movimento che si oppone agli sprechi delle Olimpiadi lancia tre giorni di proteste
«Riprendiamoci la città, liberiamo le montagne». Con questo grido, il movimento che si oppone alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina lancia tre giorni di proteste nel capoluogo lombardo, in concomitanza con l’arrivo della Fiaccola olimpica e con la cerimonia di apertura, che si terrà venerdì allo stadio di San Siro. «Per noi le Olimpiadi invernali sono una gigantesca bolla», dice a Domani Elio, uno degli attivisti che si sono raggruppati sotto la sigla Comitato insostenibili olimpiadi (Cio),


