A pochi giorni dalla cerimonia di apertura, prevista per venerdì 6 febbraio alle 20 a San Siro, un filmine a ciel sereno si è abbattuto sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. L’italiana Rebecca Passler, azzurra del biathlon, è stata trovata positiva durante un controllo antidoping eseguito a sorpresa al di fuori delle competizioni ufficiali.

L’atleta altoatesina, classe 2001, è stata trovata positiva al letrozolo, un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori dell’aromatasi di terza generazione, una sostanza che interferisce con un enzima fondamentale per la produzione degli estrogeni e può quindi aumentare indirettamente il testosterone, con potenziali effetti migliorativi sulle performance. Per questo il suo uso è vietato dal Codice mondiale antidoping, che la menziona nella categoria S4. 

Questo principio attivo viene utilizzato prevalentemente in ambito medico, in particolare nella cura del tumore al seno ormono-dipendente nelle donne in fase post-menopausale. Tuttavia, in ambito sportivo può essere impiegato impropriamente per contrastare l’aumento degli estrogeni provocato dall’assunzione di steroidi anabolizzanti, motivo per cui è inserito nella lista delle sostanze proibite.

Passler è stata sospesa. Ma il regolamento consente la sua sostituzione, che spetta al Coni, attraverso la Fisi. La squadra azzurra del biathlon femminile vanta anche la presenza di Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Hannah Auchentaller e Michela Carrara.

Sarà importante capire adesso come la sostanza sia entrata nel corpo di Passler: l’atleta portacolori dei Carabinieri potrebbe aver assunto la sostanza a seguito di contaminazione. Lo strumento a sua disposizione è un ricorso alla Divisione ad hoc del Tribunale arbitrale dello sport (Tas), presente in sede olimpica. Ma i tempi sono molto ristretti. 

Nipote d’arte

La 24enne originaria di Anterselva, dove si svolgeranno le gare di biathlon ai Giochi, in carriera vanta diversi titoli a livello giovanile, tra i quali spiccano otto medaglie tra Mondiali juniores e giovanili, compreso una d'oro in staffetta. Per quanto riguarda i risultati a livello individuale, il miglior piazzamento della biatleta altoatesina risale al dicembre 2025, quando chiude all’undicesimo posto la mass start di Annecy-Le Grand Bornand, in Francia.

Un risultato che viene replicato poche settimane dopo, all’inizio del 2026, nella sprint disputata a Oberhof, in Turingia. Un percorso promettente, ora bruscamente interrotto da una vicenda destinata a far discutere a lungo.

Passler è anche nipote d’arte. Il nonno Johann, infatti, è l’atleta che vinse la prima medaglia del biathlon azzurro, un bronzo (anzi due, nella staffetta e nella gara individuale) a Calgary 1988, oltre a quattro podi ai Campionati del Mondo, tra cui due ori nella staffetta.
 

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