Lo stop, le incognite e il dilemma della comunicazione

Sinner, il corpo oltre la diagnosi: il nuovo tennis presenta il conto

Il caso del numero 1 al mondo mostra i limiti degli esami davanti alle tendinopatie. Il dottor Pozzoni, responsabile della Traumatologia sportiva al Galeazzi-Sant’Ambrogio, denuncia un’intensità «aumentata all’inverosimile». Colangelo, coach di Arnaldi, parla di uno sport «sempre più fisico», schiacciato da calendario, cambi di superfici e caldo estremo: «C’è chi può permettersi di fermarsi e chi no»

Lo stop forzato di Jannik Sinner ha un malinconico primato, nessun numero uno del mondo in carica si è fermato così a lungo, dalla finale di Wimbledon del 12 luglio ai primi di novembre quando cederà aritmeticamente lo scettro ad Alexander Zverev. Un record che non avevamo considerato. Solo Novak Djokovic ha attraversato un tempo maggiore (177 giorni) senza disputare una partita e mantenendo la prima posizione del ranking, di mezzo c’era però il lockdown, da febbraio ad agosto 2020. Il video con