Così la Sicilia è rimasta prigioniera tre decenni e passa dopo le stragi con una sola grande famiglia politica che resiste dai giorni della rovente estate dl 1992. È immortale. Il personaggio che, più di altri, incarna questo strapotere è l'ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per associazione a delinquere e corruzione
I padroni della Sicilia non sparano più, non ne hanno bisogno. La mafia militare è stata sconfitta e i Corleonesi sono un trapassato remoto, le stragi un ricordo, i padrini invecchiati e sepolti nei bracci delle carceri italiane. Il potere ha cambiato codici e linguaggio ma ha sempre la stessa puzza, lo stesso fetore. Oggi il potere si nasconde nelle nomine facili e nelle delibere per gli amici degli amici, nelle stanze degli assessorati, nelle segreterie politiche, nelle direzioni sanitarie, negli uffici regionali e comunali.
Sono i padrini politici di lungo corso, ex governatori, deputati, assessori, ex ministri, “galantuomini” di partito. Sono quelli che sanno chi chiamare, dove andare, chi sistemare.
Non governano dai palazzi, ma dalle retrovie. Non scrivono leggi, siglano patti sottobanco. A volte non fanno neanche comizi, fanno riunioni riservate. Nei salotti, nelle cucine, nei ristoranti di provincia, nei retrobottega di qualche negozio. È lì che la politica diventa faccenda privata e il pubblico diventa un affare di famiglia.
La mafia delle lupare è stata battuta. Ma al suo posto c'è una borghesia elegante e all'apparenza raffinata, rispettabile e acculturata. Che non spara: orienta. Che non impone: suggerisce.
Non c'è più bisogno del sangue e dei morti ammazzati a Palermo. E quel potere sconcio che vorrebbe governare una Sicilia felicissima (in cui la mafia riconosciuta è stata solo quella dei “Corleonesi”) vive dentro le istituzioni. Non fa paura. Non scandalizza. Si confonde: parla anche di antimafia e di legalità.
Così la Sicilia è rimasta prigioniera tre decenni e passa dopo le stragi con una sola grande famiglia politica che resiste dai giorni della rovente estate dl 1992. E' immortale.
Il personaggio che, più di altri, incarna questo strapotere è l'ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro.
Da oggi, sul Blog Mafie, pubblichiamo ampi stralci dell’informativa del ROS dei Carabinieri relativo al procedimento penale 9567/2023 R.G.N.R. della procura della repubblica di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per associazione a delinquere e corruzione. Proprio lui, già condannato – con pena scontata – per fatti di mafia, proprio lui che aveva annunciato di abbandonare per sempre la politica, proprio lui che aveva promesso di emigrare in Africa e darsi anima e corpo al volontariato.
Con Totò Cuffaro ci sono i “soliti ignoti” – uomini politici di primo o di infimo livello, commercialisti, avvocati di rango – tutti parte di un sistema che non sembra morire mai.
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