Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per corruzione


Il 24 luglio 2024, alle ore 09:29:22, sull’utenza ***** in uso a Marchese Mauro, veniva registrata una telefonata (Prog. 1210), in uscita verso il n. ****** di Dammone Marco.

Nel corso del dialogo, Dammone comunicava che la sera prima, mentre stava andando a cena da solo, aveva incontrato SANNA (SANNA Graziano, ndr) ed Aiello (Aiello Saverio, ndr).

Marchese, sorpreso, chiedeva se fosse andato a cena con loro e Dammone negava, precisando di averli salutati e di essere rimasto con loro solo 5 minuti rimandando i particolari ad altre modalità di comunicazione "...vabbè...” - “…piu tardi ci vediamo..." (video call, ndr) ma questi lo incalzava quindi continuavano a discutere dell’argomento.

Marchese diceva di avere appreso da Aiello che quello stesso giorno (il 24 luglio, ndr) “…aveva un appuntamento..." ma Dammone lo correggeva dicendo di avere saputo, sempre da Aiello, che l'appuntamento era stato rinviato al 30 "...No... mi ha detto che e stato rinviato al trenta..." – "...Mi ha detto che doveva andarci... poi gli hanno cancellato il volo... ehh... andrà il 30...". Marchese, infastidito, invitava l’interlocutore a cambiare discorso. […] Il 26 luglio 2024, sul sito istituzionale dell’A.S.P. di Siracusa, veniva pubblicato l’avviso inerente alla gara-ponte mediante procedura aperta per l’affidamento del servizio di ausiliariato/supporto e reception (Gara n. 9394159 Anac), con il quale si comunicava che il giorno 31 luglio 2024, alle ore 11:30, la Commissione Giudicatrice, in seduta pubblica, avrebbe proceduto alla lettura dei punteggi attribuiti alle offerte tecniche e all’apertura delle buste contenenti l’offerta economica.

Tale informazione scatenava, lo stesso giorno, le reazioni di Marchese il quale, alle ore 14:16:56, contattava (prog. 1284) Dammone Marco (******). Marchese avvisava l’interlocutore che all' “...Asp di Siracusa il trentuno aprono le buste...” e si chiedeva se fosse il caso di presenziare (“...non so se sia il caso che stiamo li o meno ma insomma... io ci starei considerando che stiamo parlando di...”) - (“…di dieci milioni… insomma...”) - “...e importante. Quindi e importante che siamo li...”). […] Proseguendo con l’ascolto delle conversazioni1076 (Prog. 293) emergeva che il giorno precedente (29.07.2024) il Direttore Generale, Caltagirone Alessandro Maria, aveva chiamato Mammino Nardina chiedendo “«…ma che cos'e?...» …ha saputo di questa convocazione del trentuno…” e Russo spiegava che il tutto era stato dettato dall’intervento delle stesse ditte coinvolte nella gara (come emergerà successivamente, faceva riferimento alla Dussmann e alla Papalini, ndr) le quali, venute a conoscenza - a causa di una fuga di notizie di cui lo stesso non riusciva a darsi una spiegazione - dei punteggi ottenuti fino a quel momento, cercavano di correre ai ripari per evitare che potesse aggiudicarsi l’appalto la Pfe: “…certo… perché tutte le ditte l'hanno saputo e si sono messe a correre... a parte il fatto che hanno fatto girare certe voci... ehm... già... già prima e anche... cioè praticamente c'è qualcuno che… non so… ci sono degli occhi nascosti che… vedono ogni passaggio... perché me lo dice chi... l'ultimo sciancato che è ad Avola che è infermiere in pensione…” - “…ti dicono delle cose che sembra che ti stanno spiando... vorrei capire come escono queste cose...”.

Relativamente al timore di essere stati spiati, la Mammino chiedeva ai presenti se avessero lavorato sempre nella stessa stanza e la Di Mauro rispondeva “…nella la mia... nella mia solo...”. Quest’ultima, in merito a chi avrebbe vinto la gara diceva “…a me hanno sempre detto che vince Pfe…” - “…vince Pfe...” specificando di averlo saputo “…non da ora... dall'inizio…”.

Russo replicava che, invece, quella stessa mattina (30.07.2024) “…c'era uno che non sapeva ne leggere ne scrivere... dice

«…ah sappiamo che ci sono due che arrivano a pari merito…»…" (effettivamente la Dussmann e la Pfe, in quella fase della gara, erano pari-merito, ndr) ragione per la quale voleva “…capire bene qual è la... cosa è successo insomma ... in questo… fra ieri e oggi... perché cosi?...” in maniera tale da potersi regolare di conseguenza. La Di Mauro rimaneva particolarmente colpita dalla notizia “…addirittura!...” - “… pazzesco!...” - “…certo che la cosa e grave!...”.

La RUP, nel riprendere il discorso relativo alla chiamata del Dg (“…comunque ieri ha chiamato la Mammino...”) chiariva che “…poi a conferma c'ero anche io presente…” e che in un primo momento il Dg “…voleva capire... «…questa gara perché è stata fatta…»...” avendone risposta “…e gli abbiamo spiegato perché…”. Russo, contrariato, interveniva dicendo (facendo chiaro riferimento al Dg, ndr) “…ma scusa finora dove è stato?...” - “…pero lo sapeva benissimo che c'era una commissione nominata… che ci ha lavorato…” e che “…una volta…” l’avrebbe “…incontrato per le scale (si sovrappongono le voci, ndr.)…” dove “…gli ho accennato… lui mi ha detto… «…ah si bene buon lavoro…»…”.

La Di Mauro era convinta che nel corso della telefonata il Dg avesse dinanzi a se terze persone a cui aveva necessita di fare ascoltare il contenuto della conversazione per dare contezza del proprio intervento: “…dalla telefonata si era capito che lui c’aveva qualcuno davanti a cui doveva… per lui volere subito le risposte… a cui doveva dare delle risposte…”. Continuava a raccontare che, nell’occorso, il Dg le aveva convocate (Mammino e Di Mauro, ndr) per il giorno successivo (il 30.07.2024) e nel corso del colloquio avrebbe “…confermato di avere parlato… eh… con i soci…” motivo per cui si era posto il dubbio “…«eh ma perché dobbiamo fare questa minchiata»…”. A questo punto del racconto la Di Mauro chiariva quali erano state le ditte che avevano parlato con il Dg e, riportando proprio le parole di quest’ultimo, diceva “…«quelli… la Dussmann è contenta… la Papalini è contenta quindi… per quale motivo dobbiamo fare cambio appalto e cose varie…”. In merito, Russo evidenziava: “…vero ma è scaduto il portierato però… glielo hai detto?...” e che ciò era “…importante perche ora andrebbe proroga su proroga su proroga…” - “…il portierato è già in proroga vedi…”. La RUP, al riguardo, faceva presente “…ma e scaduta anche… se e per questo anche l’ausiliariato è scaduto…” e Russo spiegava che in merito a “…l’ausiliariato uno può dire che c’era forse la gara Regionale… e quindi si può appoggiare li… però portierato…”.

Di Mauro aggiungeva che il D.G. l’aveva invitata a “…fare una delibera… magari… dopo le ferie…” e a “…scrivere alla Cuc. per far... per sapere lo stato della ga…”. La Mammino cercava di spiegare il punto di vista del Direttore Generale: “…se… ormai siamo prossimi alle aggiudicazioni della Cuc… sia della pulizia e anche dell’ausiliariato… e questione ormai di Aspettare settembre… è inutile… secondo lui… fare un’aggiudicazione ora… fare un caos… a secondo chi è che vince… si fa un cambio appalto… il personale passa da una ditta all’altra e ci vuole tempo…” – “…dice nel frattempo che facciamo tutti questi atti… arriva l’aggiudicazione della Cuc. …”. Russo riteneva che il Direttore Generale non potesse procedere alla sospensione della gara facendo ricorso all’aggiudicazione della gara Cuc: “…si, pero lui sa benissimo che è anche un amministrativo… perché lui ha fatto gare è stato Direttore al Provveditorato dico (squilla un telefono che copre la voce)… lo sa benissimo che.. un’amministrazione che indice una gara di un certo livello e fa partecipare… e poi non e che a un certo punto dici sai cos’è… ho pensato che mi aggancio a quella della Cuc. non lo puoi dire… non lo puoi fare perché ti rischi… poi questo mi farà... [incompr.] per l’azienda (si sovrappongono le voci, ndr.)…” – “…pero se uno mi fa richiesta di accesso e dice scusa tu… la stai sospendendo con delibera... mi dici dov’è che la Cuc. l’ha

aggiudicata... non c’è…”.

La Mammino, sentite le parole del presidente di commissione, esplicitava ulteriormente quelle che erano state le disposizioni impartite dal Dg (“…ma no no no… ma lui non ha detto sospendiamola…” - “…lui ha detto… «…intanto noi non la facciamo… la rinviamo questa data…»…” - “…a settembre dopo le ferie…” - “…se ne parla… nel frattempo vediamo che cosa fanno alla Cuc…”) e Russo, a conclusione del progressivo in esame, rappresentava quella che era la propria esigenza in qualità di presidente di commissione, cioè di essere, amministrativamente e penalmente, inattaccabile “…si pero picciotti c’e una cosa io quando [incompr.] la commissione… e in questo momento… e non… e sono purtroppo presidente che un organismo… diciamo terzo… giusto… in questa cosa non e… allora se a me mi scrive il RUP e mi dice... senti eh... temporeggia in quanto stanno aggiudicando la gara… e un conto… ma che io come presidente di commissione… tra l’altro… perché vedi se non c’era quella lettera che tu hai fatto... convocazione domani… tutto sommato potevamo dire... stiamo esaminando… stiamo esaminando… stiamo esaminando perciò poi (si sente bussare alla porta, ndr.)…” - “…più che altro io voglio capire come ne usciamo noi…”. Alle successive ore 12:28:00 accedeva nella stanza Bordonaro Paolo e Russo Paolo Emilio proponeva ai presenti di fare un riepilogo di quanto detto fino a quel momento. […]

La conversazione proseguiva (prog.2921078) sempre fra Russo Paolo, Bordonaro Paolo, Di Mauro Giuseppa e Mammino Nardina. L’argomento era quello relativo alla richiesta che avrebbero dovuto inoltrare alla commissione della Cuc. per comprendere le tempistiche di aggiudicazione della gara per l'ausiliariato e le pulizie (“…se noi scriviamo... ma se noi scriviamo subito alla Cuc...” - “…e gli chiediamo notizie sia della gara della pulizia...” - “…che dell'ausiliarato…” - “…poi gli rappresentiamo che è urgente… perché noi dobbiamo procedere...” - “…no… perché qualcuno aveva detto... per telefono mi ha detto che entro... in autunno dovrebbe essere rinviata…” - “…Noi ora scriviamo alla Cuc...” [Di Mauro Giuseppa, ndr]) ipotizzando che se la Cuc avesse risposto prospettando un’aggiudicazione nel breve termine, avrebbero avuto la scusante per sospendere la gara: “…pero se... la Cuc ci risponde e ci dice «…noi stiamo per aggiudicare… stiamo aggiudicando…» questo e un motivo per cui diventa...” [Di Mauro Giuseppa, ndr].

Parlavano anche del rinvio per il giorno 31 (luglio, ndr) e Russo ribadiva che sulla commissione pendeva "…l'obbligo amministrativo di portare a termine gli atti…”, per cui avrebbero dovuto redigere il verbale - per mantenerne la continuità – (“…noi dobbiamo mettere la continuità nel verbale non possiamo rinviare cosi...”) maturando l’idea di rappresentare problemi di carattere tecnico/organizzativo (“…Cosa scriviamo? Ci siamo riuniti… abbiamo rinviato per motivi tecnici e organizzativi...”) e proponendo “…e si rinvia al due settembre…”. Bordonaro riteneva fosse più opportuno rinviare alla data del 10 settembre (“…il due e troppo presto...” - “…che so… il dieci settembre. Nel frattempo…”) in maniera tale da avere, i primi di settembre, il tempo materiale di rivedere meglio tutta la questione.

A quel punto la Mammino proponeva “…il quindici (inc.) di settembre?...” e Bordonaro incalzava sostenendo “…pero siccome non ci risponde… e ora dico che cosa volevo fare... noi ci potevamo riunire nuovamente a settembre e dire «…siccome c'è questa... attendiamo questa risposta dell'assessorato... (inc.) della Cuc...»" - “…e... un attimino ci fermiamo e attendiamo. E per prendere un altro mese… un mese e mezzo. Ecco… per questo volevo dire scriviamo se possiamo fare i primi di settembre...” mentre la Di Mauro interveniva speranzosa che, nel frattempo, il Direttore Generale (Caltagirone Alessandro Maria, ndr) fosse potuto rinsavire “…può essere che il direttore ora si rinsavisce?...”.

Russo, in qualità di presidente della commissione, una volta stabilito di volere rinviare la gara al mese di settembre, riteneva di dover procedere con la parte meramente burocratica, ovvero con la relativa verbalizzazione (“…noi ci riuniamo e prendiamo atto di questa cosa oggi anche se non... allora dalla volta scorsa dovevamo riunirci oggi. Perché... la volta scorsa... abbiamo rinviato a domani. Tecnicamente ci dobbiamo riunire domani pero possiamo scrivere ora e (inc. per voci sovrapposte) domani…”) chiarendo che avrebbero redatto il verbale con la data del giorno seguente (il 31 luglio 2024), quindi falsamente, in quanto lo redigevano nel corso medesimo incontro informale, ma lasciando intendere che vi fosse stata una riunione formale il giorno successivo.

La Di Mauro, senza esitazione, acconsentiva (“…va bene. Ora la firmiamo...”) chiarendo, pero, che non avrebbero potuto verbalizzare l’incontro di quella giornata anche perché ancora non avevano formalizzato la riunione precedente (quella del 24 luglio 2024, ndr) “…non vi state riunendo oggi… vi state riunendo per... intanto per l'ultima volta che non (inc. per voci sovrapposte)…” - “…non abbiamo fatto nessun verbale…” - “…e lo dobbiamo fare ancora quindi…”.

Russo, nonostante fosse ben consapevole della mancata redazione del verbale del 24.07.2024, riteneva opportuno procedere al rinvio ufficiale della commissione al giorno successivo (31 luglio 2024, ndr) in quanto quella data era già stata ufficializzata per la seduta pubblica nel corso della quale ci sarebbe stata l’apertura delle buste: “…si… pero ascolta... si… pero anche se non lo abbiamo scritto pero l'ultima volta noi dobbiamo per forza rinviare ufficialmente a domani perché domani sapevamo gia che c'era questa cosa… anche l'apertura delle buste. Per cui domani alle nove siamo (inc.) e come commissione tecnica poi alle dodici c'è (inc. per voci sovrapposte)…”. Russo, inoltre, giungeva alla conclusione che la commissione, avuta notizia da parte della Di Mauro, del rinvio della gara, avrebbe comunque dovuto riunirsi il giorno successivo (31.07.2024), come stabilito già nella precedente riunione (quella del 24.07.2024, per la quale non era stato redatto alun verbale, ndr) “…per cui noi domani ci riuniamo. Quindi diamo atto di questa - cosa che tu hai fatto perché ci sono (inc.) e quello rimane…” - “…noi ci riuniamo…” - “…dobbiamo considerare il cambio data… ok…” - “…la volta scorsa noi l'abbiamo rinviata a domani. Quindi oggi...” - “…perché se c'era forse l'apertura delle buste?! E chiaro che la commissione e convocata...” - “…deve risultare!...” e la Di Mauro ribadiva che prima di ogni altra cosa, avrebbero dovuto sistemare il verbale (quello del 24.07.2024, ndr) “…intanto dobbiamo sistemare…” - “…il verbale...” e che bisognava necessariamente chiuderlo “…con la fissazione della...” - “…della giornata di domani…” (31 luglio 2024, ndr) “…tant’è che…” ne era “…stato fatto preavviso…”.

Russo, quindi, indiceva l’incontro per le ore 09:00 del giorno seguente chiedendo ai presenti se Fazzino Vito fosse presente in quel frangente in ospedale in maniera da farlo partecipare alla redazione del verbale risalente all’incontro del precedente 14 luglio e a quello relativo il giorno successivo (il 31 luglio 2024, ndr) “…Ci dobbiamo vedere domani... Vito c'è ora… può venire...? Per sapere se è in servizio perché se non c'è...” - “…ci vediamo domani mattina alle nove… noi comunque ci dobbiamo vedere. Prendiamo atto di quella cosa e a questo punto visto che non si può procedere che... immagino che noi riusciamo a (inc.) abbiamo completato la fase tecnica perché senno non ha senso… rinviamo per se...”. Alle ore 12:38:23 si interrompeva il progressivo in esame. [...]

Nel corso del progressivo successivo (prog. 3251080), i presenti continuavano ad ipotizzare le strategie delle ditte concorrenti. La Mammino supponeva che la Pfe, pur di vincere avrebbe potuto applicare uno sconto molto alto, motivo per il quale le altre aziende temevano eventuali sorprese. Bordonaro riteneva, invece, che la Pfe fosse valida tanto quanto la Dussmann e la Mammino sottolineava che le ditte fossero gia al corrente del punteggio paritario. Russo replicava che per quanto concerneva il ribasso, le ditte avrebbero dovuto tenere conto della manovalanza e dei contratti di lavoro per cui si sarebbero, comunque, mosse entro un range molto ristretto. Inoltre, il presidente di commissione, come riportato nella parte trascritta integralmente, ribadiva ancora una volta di volere “…dal punto di vista amministrativo...” - “…mettere le carte apposto…” per tutelare la sua figura di “…presidente…”, sottolineando ulteriormente anche la necessità di riunirsi o quello stesso giorno (30 luglio 2024, ndr) o il giorno successivo (31 luglio

2024, ndr) per formalizzare il rinvio della gara (“…domani ci riuniamo che… possiamo riunirci La conversazione continuava (prog.3131079) alla presenza delle persone citate nel progressivo precedente, con l’intervento del presidente della commissione il quale sosteneva la tesi che loro avrebbero dovuto far risultare, anche se solo formalmente, una loro riunione per il giorno successivo (31 luglio 2024, ndr) in cui, preso atto della indisponibilità di apposito ufficio per poter procedere con la gara, avrebbero proceduto con il relativo rinvio al 15 settembre “…Noi ci riuniamo domani mattina anche se lo facciamo ora… e e diciamo che prendiamo atto di questa comunicazione dell… dell’ufficio che non e disponibile… e che quindi rinvia al 15 settembre sempre per tutto… per quella cosa che …incomprensibile… non abbiamo altre soluzioni… e che dobbiamo mettere una data… non e che diciamo va bene ci fermiamo e Aspettiamo Dio…”, in attesa che, nel frattempo, magari, la RUP (Di Mauro Giuseppa, ndr) facesse giungere loro una comunicazione di annullamento o revoca della gara - “…Ora la soluzione te la dico io qual e… la soluzione e questa qua… che poi se nel frattempo voi chiedete …incomprensibile… Regione qua e la… dopo di che il RUP… o il RUP in questo interspazio ci comunica che la gara verrà annullata… verrà revocata per motivi ecc…ecc… a questo punto…”.

A tal riguardo la Di Mauro suggeriva, laddove nel frattempo non fossero intervenute novità di rilievo, di fare dimettere qualcuno dei

membri della commissione in maniera da doverla nominare daccapo “…Altrimenti si dimette qualcuno di voi…” - “…dobbiamo rinominare la commissione…”. Russo approvava le parole della Di Mauro e rimarcava con fare polemico ed inquisitorio che, cosi facendo, il Direttore Generale, avrebbe potuto prendersi tutto il tempo necessario per gestirsi la gara a proprio piacere: “…Esatto… io la stavo arrivando… io stavo arrivando…” - “…e quella che si dimette uno… e cosi e nelle mani del Direttore Generale… che può benissimo prendere tutto il tempo…”. Bordonaro riteneva giusto che quella fosse una decisione da condividere con il Dg (“…Questo lo dobbiamo valutare con lui… non è che…”) ma Russo non era della stessa idea tanto che, inquadrando la commissione come organo amministrativo (“…ti ricordo che noi siamo un organo amministrativo …incomprensibile… giusto?!?...”) riteneva che cosi facendo avrebbe comunque consentito al Dg di difendersi da qualsiasi attacco, cioé avrebbe avuto la scusante per ritardare al massimo le operazioni di conclusione gara: “…Addirittura questo e anche il suo regalo per difendersi…” - “… Poi secondo me questa e la cosa… o dimettersi subito uno… e lasciarla appesa … incomprensibile… e lui ha interesse a portarla …incomprensibile… cioè non nomina nessuno…”.

La Di Mauro, pur condividendo quanto asserito da Russo, era dell’opinione che non fosse il momento giusto per agire in tal senso (“…Si va bene non adesso… in questa fase…”) anche perché avrebbe “sarebbe troppo sospettoso”, ritenendo che il periodo favorevole sarebbe stato “… A settembre…”. Il presidente di commissione, quindi, invitava i propri membri all’incontro già programmato per il giorno successivo (31 luglio 2024, ndr) (“…Allora noi veniamo domani mattina… …incomprensibile…”) specificando che avrebbero redatto il relativo verbale prendendo spunto dal rinvio fatto dalla RUP, tanto che chiedeva a quest’ultima se avesse già proceduto alla pubblicazione sul sito ufficiale “…Facciamo il verbale e diciamo che prendiamo atto di questo … incomprensibile… tu già l’hai comunicato sul sito che e revocato …incomprensibile…?...” avendone conferma dalla Mammino “…si si l’abbiamo fatto…”. Russo chiedeva di potere avere simultaneamente la medesima nota, in modo da poter rinviare la seduta pubblica al successivo 15 settembre: “…E tu contemporaneamente questa nota la fai al Presidente della commissione…” – “…Noi prendiamo atto di questa nota e che quindi… prendiamo atto di questa cosa… e rinviamo per la prosecuzione della relazione anzi per l’apertura della seduta pubblica al quindici settembre… “.

La Di Mauro sosteneva che non sarebbe stato opportuno inserire la data specifica del 15 settembre in quanto ancora non certi di ricevere, entro quel termine, una risposta dalla Cuc (...) ma Russo, pur concorde, era dell’opinione che una data andava pur inserita nel verbale di rinvio, specificando che eventuali rogne non sarebbero dovute rimanere nelle loro mani: “…Si ma… nel verbale che ci scriviamo… boh… Aspettiamo a qualcuno… cioè il verbale …incomprensibile…” - “…dobbiamo rinviarla…”.

Non trovando altre soluzioni plausibili, la RUP suggeriva di fare dimettere qualcuno della commissione in maniera da rimettere tutto nelle competenze del Dg che avrebbe dovuto procedere con una nuova nomina per poi avere tutto il tempo che gli necessitava per gestire la gara a proprio piacimento “…E va bene fate che qualcuno si dimette…” - “…Poi se si dimette uno se ne deve nominare un altro… poi si deve ricominciare da capo… si deve studiare …incomprensibile… (si sovrappongono le voci, ndr)…”.

Il presidente di commissione chiedeva perche il Dg, nonostante fosse a conoscenza delle dinamiche, avesse deciso di rinviare la gara proprio all’ultimo momento (“…Dico… il Direttore Generale si e svegliato oggi perché sapeva tutto… non poteva non sapere… non poteva non sapere…”) e la Di Mauro chiariva che la scelta era stata dettata dall’incontro avuto dal Direttore Generale con due ditte partecipanti alla gara (“…No perché è stato con le due ditte… che ha detto lasciamo stare cosi…”) (Dussmann e Papalini, ndr) e che, una volta reso pubblico il rimando, avrebbe suscitato grossi sospetti alla “…la terza ditta…” (la Pfe, ndr) “…ora… ora con questa lettera… C’è la terza ditta che… …incomprensibile… (ndr, si sovrappongono le voci)…”.

Russo non condivideva le parole della Rup e, senza scendere nel dettaglio, ma lasciando intendere di conoscere dei retroscena, specificava che la situazione era “…ancora peggio…” - “…non pensare che e tutto rosa e fiori…”, attribuendo chiaramente tutta la vicenda al Dg (“…perché se fosse un …incomprensibile… coscienzioso… …incomprensibile… sapeva benissimo a che punto … incomprensibile… e quindi si sono …incomprensibile… quindi non e…”) tanto che, alla replica della Di Mauro (“…No no Paolo non ci capiamo… una deve vincere… quindi…”) Russo ribatteva chiedendo in maniera provocatoria e fornendo lui stesso la risposta, quale fosse, quindi, il motivo della visita delle due ditte (Dussmann e Papalini, ndr) “…E allora perché ci vanno?!? Per prevenire…”.

Di Mauro non aveva timore di rispondere specificando quale fosse la vera ragione “…Perché hanno paura della Pfe…”. Alla domanda della Mammino (“…C’e possibilità che possa vincere la Pfe?...”) Bordonaro Paolo, ben conscio dei retroscena, non riusciva a trattenersi nel dire la verità (“…Certo…”) ma prontamente Russo Paolo Emilio ne correggeva il tiro (“…Sono la…”) e Bordonaro tornava sui propri passi lasciando intendere che erano “…tutte…” (le ditte partecipanti alla gara, ndr) allineate, avendone conferma dalla Di Mauro “…Se la giocano con il prezzo…”. […]

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