Cloud, nuvole virtuali e temperature lontane. Non è immediato riconoscere l’impatto dell’universo digitale, onnipresente ma anche distante. Eppure esiste. La corsa verso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, affamata di energia, materie prime e suolo, porta le compagnie del digitale a sviluppare delle soluzioni per ovviare agli evidenti problemi e rischi connessi. O almeno ci prova.

In Finlandia, all’alba della costruzione di tre nuovi data center a pochi chilometri dalla capitale Helsinki, Microsoft, il costruttore, ha stretto un accordo con Fortum, la compagnia nazionale di energia. Il calore di scarto prodotto dall’iper funzionalità dei server sarà immesso nella rete per riscaldare 250mila abitazioni.

Il progetto e il problema del calore

Di fianco ai cantieri dei data center, la cui fine non si riesce a raggiungere a occhio nudo, c’è un cilindro a scacchi verdi e blu. Raccoglie ventimila metri cubi d’acqua e raggiunge i 46 metri d’altezza. «Ci sono diversi livelli di temperatura all’interno. Quella più calda è in alto, e circolerà naturalmente», dice un lavoratore della Fortum. È lì che sarà immagazzinato il calore, per rilasciarlo gradualmente nella rete quando necessario.

Di fianco c’è una centrale a pompa di calore. Per entrare è necessario indossare delle cuffie, il rombo dei motori è assordante. Lì la temperatura dell’acqua usata per raffreddare i data center, a 30 gradi, viene fatta arrivare a 86.

Infatti, molteplici server, tutti in funzione elaborando dati a grandi velocità, si surriscaldano. Per raffreddarli continuamente si ricorre all’aria (utilizzando altra energia), o all’acqua. Sono risorse limitate, e la polemica contro il loro (ab)uso ha portato le popolazioni locali a opporsi a questi giganti di ferro e litio. Le compagnie dell’Ia sono arrivate addirittura a costruire i data center sotto il mare, o nei rifugi antiatomici.

In Finlandia, l’innovazione sembra essere stata trovata nel riutilizzo del calore di scarto. È proprio nel paese delle renne infatti che i big della tecnologia stanno investendo, a causa della rete elettrica molto sviluppata a cui allacciarsi, ma soprattutto per le sue basse temperature.

Microsoft in questo caso ha iniziato la costruzione di tre grandi data center nel sud della Finlandia nel 2024: nello specifico a Kirkkonummi, Espoo, e Vihti. Attraverso un accordo con Fortum, la compagnia energetica nazionale, all’apertura – prevista per il 2027 – utilizzerà il calore di scarto prodotto dai data center per riscaldare le abitazioni di 250mila persone.

Non è nuovo che i data center utilizzino il calore di scarto per riscaldare altri ambienti, ma mai prima d’ora su questa scala a livello mondiale. Fortum dal suo canto è già un leader nel paese per il trasporto di energia attraverso le reti, attivo con il piano Espoo clean heat.

«Un miglioramento, ma non a emissioni zero»

Insomma, l’Ia non sembra voler far parte del team fossile in Europa, ma si affianca alle cosiddette energie pulite (che è diverso rispetto a dire rinnovabili). Sul sito di Fortum si legge che il progetto ha ottenuto finanziamenti nell'ambito del programma NextGenerationEU dell'Unione europea e il sostegno agli investimenti del ministero dell'Economia e dell'Occupazione.

Un lavoratore in situ ha affermato che molti dei costi sono stati sostenuti da Microsoft, non potendo però specificare quanto. «È una collaborazione con Microsoft, siamo felici - ha poi aggiunto - In tempi di crisi è importante avere un piano B locale piuttosto che importare gas». I responsabili dell’impianto sostengono infatti che «i data center e l’intelligenza artificiale sono la chiave per la competitività europea e le chiavi per la crescita».

E Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric, l’associazione che rappresenta gli interessi dell’industria dell’elettrico a livello europeo, nell’ambito del Power Summit, un vertice organizzato a Helsinki per riunire i rappresentanti del settore, ha detto: «Accelerare l’applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale porterà numerosi vantaggi al settore energetico, sia in termini di efficienza operativa che di maggiore flessibilità in un sistema energetico più decentralizzato».

Se l’intelligenza artificiale non riesce più a nascondere i suoi consumi, ora tenta la strada del riuso degli stessi. Ma come dice Giovanna Sissa, autrice di Le emissioni segrete. L’impatto ambientale dell’universo digitale, in merito alle impronte antropiche di questi giganti «possiamo dire che è un miglioramento d’efficienza. Ma non a zero emissioni». E poi aggiunge: «Oggi dire che un qualche investimento è per l’intelligenza artificiale equivale a tacciare qualsiasi obiezione».

Google ha infatti annunciato investimenti per 13 miliardi di euro in Ia nella fredda Finlandia per i prossimi due anni (2027-2028), inclusi tre nuovi data center. Ed è del 9 settembre la notizia che l’energia che utilizzerà verrà fino al 50% dalla centrale nucleare di Loviisa, che è proprio della Fortum. La compagnia finlandese attraverso il Power purchase agreement (Ppa) ha assicurato l’accordo per 22 anni.

«Le parti hanno strutturato l’accordo in modo da garantire che, con la crescita della domanda di servizi di intelligenza artificiale, venga impiegata ulteriore energia a basse emissioni di carbonio», si legge sul sito di Fortum. Non è chiaro se il nucleare entrerà anche nel mega progetto Microsoft. Nè se il progetto sul riutilizzo del calore è realmente una soluzione. Il tema è non dover smettere di farsi queste domande in nome di qualcosa poco intelligente e poco artificiale.

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