La missione MMX (Martian Moons eXploration), da 350 milioni di dollari, punta più in alto: atterrare su Phobos, non una ma due volte e raccogliere, con due estrattori innovativi, qualche cucchiaiata di materiale
Tanegashima, è un’isola lussureggiante a sud del Giappone. Da qui, il 20 ottobre salvo intoppi dell’ultima ora, un razzo decollerà dal Centro spaziale della Jaxa, l’agenzia spaziale giapponese, con a bordo una navicella grande come un’auto, diretta verso Marte. Non per il pianeta rosso, però, ma per Phobos, la più grande delle sue due lune. Il nome, in greco antico, significa “paura”. Viviamo nell’epoca dei prelievi cosmici. Stati Uniti e Giappone hanno già riportato a casa materiali da diversi