Il vero fascino dell’«uomo più pericoloso di Germania è la sua capacità di rivolgersi anche all’elettorato che tradizionalmente vota Cdu e Spd
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La scorsa settimana il settimanale Der Spiegel ha dedicato la sua storia di copertina all’«uomo più pericoloso della Germania». Il riferimento è a Ulrich Siegmund, il candidato AfD in Sassonia-Anhalt, dove il 36enne tra tre settimane potrebbe diventare il primo governatore di estrema destra.
Nel lungo pezzo della testata d’inchiesta s’indaga principalmente come Siegmund sia riuscito a diventare il volto presentabile di AfD: radicale, ma capace di confezionare le richieste assurde del partito di Alice Weidel (alcuni dei punti nel programma esulano addirittura dalle materie di competenza dei Land) in un modo di fare che è familiare anche per quel ceto medio che una volta votava Cdu e che conquista addirittura i lavoratori, tradizionalmente elettorato di riferimento dei socialdemocratici.
Niente da fare, con la sua mobilitazione a cavallo del motorino simbolo della Ddr Siegmund è riuscito a mobilitare tanti che non votavano più da tempo, tanti delusi dalla riunificazione e convinti che – in un Land in cui gli aventi diritto al voto sono meno di due milioni di persone – il problema siano i migranti. Che attualmente, a dirla tutta, considerati i dati sulla fertilità della Sassonia-Anhalt mantengono in piedi il Land e la sua sanità. Dovessero andar via, il welfare e tanti altri settori andranno ripensati. Per non parlare della praticabilità economica del programma, che promette prestazioni impossibili da finanziare con i conti già in disordine. Tempo fa abbiamo letto tutto il programma – una faticaccia soprattutto per il fegato, credeteci – e abbiamo provato a tratteggiare il delirio che ha in mente AfD.
Siegmund, dal canto suo, ha ribaltato la questione e si è messo a firmare numeri del giornale come fossero santini elettorale, secondo l’eterno motto del bene o male, basta che se ne parli. Anche sui social alcuni utenti hanno criticato il giornale per la scelta della cover, accusandolo di dare troppa visibilità a un partito lanciato verso la vittoria già di suo. Ad agevolare ulteriormente le cose il BSW: Sahra Wagenknecht, che sta combattendo per la sua sopravvivenza politica, è disposta a buttare a mare la fiducia dei militanti di sinistra e rossobruni che l’hanno seguita nella sua nuova avventura per un po’ di visibilità. La leader spera che la nuova attenzione mediatica intorno a lei – nelle ultime settimane ha proposto per la Sassonia un governatore tecnico che governi con maggioranze variabili, sostenute anche da AfD – possa aiutare il BSW a superare la soglia di sbarramento del 5 per cento.
Per aggiungere ulteriore pepe politico, Wagenknecht ha anche annunciato che il suo partito, se entrasse al parlamentino, potrebbe astenersi alla terza chiama per l’elezione del governatore: una scelta che di fatto ridurrebbe i voti necessari ad AfD per insediare Siegmund. In un panorama politico in cui la società civile sta cercando di mobilitarsi anche con canali non tradizionali per ottenere un allineamento degli astri – con l’ingresso di Verdi e Spd, attualmente al limite del 5 per cento – che faccia in modo di rendere più complicata la vita ad AfD, un affronto.
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