Sicuramente vi è capitato di leggere la brutta storia della sparatoria che è avvenuta lunedì 29 a Stade, una cittadina da 50mila abitanti a poca distanza da Amburgo. Dalle ricostruzioni della polizia sembra si sia trattato di una tragedia familiare, una disputa intorno a una neonata culminata in una sparatoria nei pressi di una casa famiglia dov’erano ospiti sia la bambina, figlia del presunto autore della sparatoria sia la madre. 

L’uomo sarebbe un 45enne tedesco con origini turche: come avviene da tempo nei casi di cronaca che scaldano l’Europa, la nazionalità dell’autore è stata al centro delle domande di testate e utenti social di destra. Il giornale di estrema destra Nius ha raccontato di aver chiesto alle autorità ma di non aver ricevuto nessuna risposta perché non si trattava di un elemento rilevante nelle indagini. Un’informazione subito categorizzata come tentativo di nascondere l’identità dell’aggressore.

AfD stessa gioca volentieri sui presunti legami tra certi orridi episodi di cronaca e le origini dei protagonisti: per averne riscontro basta farsi un giro tra gli account di partito e quelli d’area e vedere come hanno raccontato la vicenda di un gruppo di uomini che a Kehl avrebbero tentato di entrare a forza nella piscina all’aperto. Definire il post del partito di Alice Weidel allarmistico è quasi riduttivo: «Violenza e chiasso nella piscina all’aperto di Kehl mostrano quanto è seria la situazione. Le nostre famiglie devono tornare ad avere luoghi protetti per il relax e il tempo libero. Chiediamo confini sicuri e rimpatri costanti dei criminali!» Niente di troppo diverso dalla propaganda leghista di altri tempi o dalla neonata bestia social del generale Vannacci. 

Le circostanze, però, non sembrano così chiare: anche perché dai resoconti pubblicati sui giornali, non sembra si tratti di migranti: lo Spiegel scrive che a scalare la recinzione esterna, attaccar briga con i bagnini e comportarsi contro le regole sarebbe stato un gruppo di 50-60 uomini provenienti dalla Francia. Dopo che qualcuno ha allertato la polizia se la sarebbero per altro data a gambe. Anche la testata più conservatrice Welt racconta di un gruppo maschile che sarebbe entrato senza pagare l’ingresso e avrebbe anche capovolto le pattumiere. Secondo il giornale, qualche testimone oculare avrebbe descritto i disturbatori come “nordafricani”, ma non ci sarebbero prove vista la fuga tempestiva dei protagonisti. Non sarebbe la prima volta di un’”invasione” dalla Francia, dove l’anno scorso le piscine erano state chiuse per un periodo, motivo sufficiente per attraversare il confine e cercare refrigerio gratuito altrove. Insomma, alimentare il clima di paura e odio anche in caso di vicende non certe sembra ancora il talento più spiccato dei partiti di estrema destra. 

TUTTI GLI ARTICOLI DI DEUTSCHE VITA

© Riproduzione riservata