Lo Spiegel ha pubblicato commenti che sarebbero dovuti rimanere riservati e sono stati inviati per errore al settimanale: il direttore difende la sua scelta che tutelerebbe i lettori, altri giornalisti e il partito della candidata hanno contestato la decisione
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La formazione del governo a Berlino alla fine dell’ultima settimana è passata in secondo piano a fronte di un servizio giornalistico dello Spiegel in cui la probabile prossima sindaca di Berlino, Elif Eralp della Linke, ammetteva – in una serie di annotazioni pensate come indicazioni per il suo portavoce, ma erroneamente finiti nella mail destinata ai giornalisti – di essere spaventata da un esponente della comunità di origini arabe molto noto a Berlino che ha celebrato il 7 ottobre e sostiene la Linke, di cui non voleva fare il nome nell’intervista. «Non posso mettere a repentaglio la sicurezza della mia famiglia e la mia per lo Spiegel», scrive Eralp. Il settimanale ha deciso di pubblicare comunque, titolando sulla confessione della candidata.
Eralp ha preso posizione sull’articolo spiegando che lavorerà in maniera costante contro la criminalità organizzata, i violenti e terroristi. «Ho detto chiaramente che non mi lascerò spaventare da nessuno. E credo sia normale che ci si preoccupi della propria famiglia». La politica ha anche annunciato di voler procedere legalmente contro il giornale e denunciarlo al consiglio della stampa. La Linke, invece, ha attaccato la testata per la decisione di pubblicare comunque la storia, una scelta «indicibile» secondo alcuni esponenti del partito.
Al di là della politica, la vicenda ha provocato un’ampia discussione sull’opportunità di pubblicare i commenti riservati che il settimanale ha ottenuto per una disattenzione del portavoce. Il Deutschlandfunk pubblica un’interessante conversazione con un redattore della Taz a questo proposito. Dal suo punto di vista anche i commenti sarebbero dovuti rimanere interni, come una conversazione di background. Per Felix Zimmermann la decisione di pubblicare sarebbe un danno anche al giornalismo in senso complessivo, perché si tratterebbe di una rottura del rapporto di fiducia tra i politici e i giornalisti.
Il direttore del giornale ha dato la sua versione dei fatti, spiegando che «in una città, in cui la possibile prossima capa del governo regionale scrive una cosa simile non si può parlare seriamente di sicurezza interna. Motivo per cui lo Spiegel ha deciso di pubblicare». Il paragone è con la scelta dell’Atlantic di pubblicare i contenuti della chat del governo Trump in cui si discuteva di temi di sicurezza riservati, in secondo luogo il direttore Dirk Kurbjuweit sostiene anche che in certi ruoli le paure vadano superate e che in ogni caso della paura di Eralp vada informata la collettività. Anche perché il contrario – cioè uno scenario in cui poi venisse fuori che lo Spiegel era informato del sentimento della candidata e non lo avesse rivelato – sarebbe, dal punto di vista del direttore, ingiusto nei confronti dei lettori.
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