Anche in Germania la Gen Z ha iniziato a scendere in piazza. I numeri sono alti anche Oltralpe: si parla di 100mila persone in strada in manifestazioni soprattutto pacifiche con qualche frangia coinvolta in scontri violenti, soprattutto ad Amburgo, Colonia e Berlino, mentre a Francoforte sul Meno sono stati saccheggiati negozi in centro e danneggiate macchine della polizia. La narrazione da parte del governo non è lontana da quella che si è sentita in Italia a proposito degli scontri: si sarebbe trattato di «gruppi di estrema sinistra e agenti del caos con background migratorio» ha detto il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt.

A organizzare l’iniziativa è stata Gen Z Regelt, la “generazione Z risolve”, che ha già promesso nuove proteste per il 20 novembre in oltre trenta città. Tra le ragioni più sentite per scendere in piazza c’è la protesta contro il costo della vita, la contrarietà alla leva militare, la richiesta di maggiori investimenti in istruzione, il desiderio di maggiore giustizia sociale e la lotta contro la crisi climatica. Temi non lontani da quelli per cui sono scesi in piazza gli studenti in Francia e in Italia e soprattutto condivisi dalla maggior parte della popolazione: un recente sondaggio rivela che l’86 per cento degli intervistati sono solidali con le manifestazioni. A respingerle sono più che altro elettori della Cdu/Csu (28 per cento) e di AfD (33 per cento). 

Il gruppo Gen Z regelt non ha una struttura completamente chiara. Alcuni dei capi vogliono per altro rimanere anonimi, altri si sono offerti come interlocutori ai giornalisti a margine delle manifestazioni: i leader sarebbero cinque, collocati in città differenti, non tutti si conoscerebbero di persona. Le comunicazioni avvengono attraverso un sito, in cui per il momento sono annunciate «presto» nuove proteste, verosimilmente si uniranno a quelle organizzate dagli studenti liceali della Bundesschülerinnenkonferenz per l’appunto per il 20 novembre. La ministra dell’Istruzione Karin Prien si è mostrata più comprensiva dei suoi colleghi di governo verso le proteste, ma ha condannato comunque duramente le violenze. Anche Gen Z regelt ha preso le distanze dalle violenze: «Siamo per una protesta pacifica, valori democratici e il diritto di esprimere la nostra opinione in libertà. La violenza non è mai stata parte del nostro movimento». 

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