La litigiosa grande coalizione di Friedrich Merz ha un problema. Il cancelliere è in viaggio di stato a Pechino, dove – con un approccio più aggressivo del suo predecessore Olaf Scholz, ma sempre con la consapevolezza che la Germania ha bisogno delle terre rare di cui la Cina dispone – sta cercando di ottenere che l’eccesso di produzione delle aziende cinesi non finisca tutto sul mercato europeo, dove i beni prodotti nella repubblica popolare provocano fenomeni di dumping. 

In Germania, intanto, è tornata di grande attualità la discussione sulla scelta del prossimo presidente federale. Frank-Walter Steinmeier è in carica fino all’anno prossimo, poi bisognerà pensare a un nuovo nome che sappia fare da contrappeso al governo anche in tempi complicati come questi e con una AfD forte come non mai al lato destro del parlamento. C’è nell’aria l’auspicio di trovare finalmente una donna che possa ricoprire questo incarico e tra i nomi più quotati c’è Ilse Aigner. La bavarese, ex ministra, presidente del parlamento regionale e figura di primo piano della Csu, il partito gemello dei cristianodemocratici di Merz, sembra un’ottima candidata, ma il cancelliere all’ultima convention del partito di Monaco non ha avuto tanto tempo per lei. Lo Spiegel racconta che il capo del governo le ha concesso giusto Zwei Bussis, due bacetti (Bussi è una parola dialettale che si usa in Baviera).

La cosa curiosa è che la Spd sarebbe anche disposta a sostenere Aigner dopo che per dieci anni è stato al Castello Bellevue un socialdemocratico, resta dunque solo l’incognita di Merz. Nessuno si aspettava che indicasse la candidata alla convention, ma da Monaco speravano in qualche parola gentile dal cancelliere nei suoi confronti. La ragione di tanta ritrosia va cercata negli equilibri interni della Cdu e in quelli tra i due partiti apparentati: come sempre, quando si tratta di poltrone, alcuni player della Cdu vorrebbero vedere un nome del proprio partito portato in candidatura. Un’ambizione difficile, vista la situazione in cui si trova il partito, ma anche il cancelliere.

Fosse forte, Merz potrebbe scegliere in autonomia, anche facendo ingoiare eventualmente quello di Aigner. In questa momento, in cui ha pochissimo consenso e si trova anche sotto pressione da parte dei capobastone interni e dei governatori cristianodemocratici non è in grado di puntare i piedi su quasi nulla. A questo si aggiunge la debolezza ormai strutturale della Cdu, che galleggia intorno al 20 per cento senza apparente soluzione di continuità. In Baviera, la Csu perde rispetto ai suoi risultati storici, che nel Land la rendevano inattaccabile, ma resta ancora ben sopra i deboli consensi nazionali della Cdu: di conseguenza, è il ragionamento dei bavaresi, sarebbe il caso che i cugini a Berlino abbassassero la cresta. 

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