Eccoci tornati in una settimana in cui, ancora una volta, il rapporto tra Roma e Berlino acquisisce centralità nel dibattito europeo. Nei prossimi giorni ci sarà occasione per discutere il memorandum sull’efficienza dell’Unione europea che insieme alla visita del cancelliere Friedrich Merz a villa Pamphili segna il primo passo di un nuovo percorso italotedesco per l’Ue. Ma ci sono le vicende interne, con un inatteso ritorno di Angela Merkel, ci sono i socialdemocratici ancora persi nel loro cul de sac e i giovani di AfD che riprendono esattamente da dove hanno lasciato (spoiler: non era un bel posto). 

Aerei, debito e altro 

Iniziamo da un punto fermo: l’entusiasmo per il rapporto tra Merz e Giorgia Meloni che oggi ha conquistato più di qualche apertura sui giornali italiani non è corrisposto dalla stampa tedesca. A Berlino l’attenzione per la presidente del Consiglio italiana e la sua inattesa stabilità interna è altissima, ma non ci si scorda mai di quanto sia stato fondamentale nel dopoguerra l’istituzione e la cura del motore francotedesco, essenziale per la creazione dell’Unione europea ma anche delle rispettive economie. 

L’idea di buttare del tutto alle ortiche il rapporto con Parigi non è nelle cose, ma Merz ha bisogno di un partner affidabile: nelle ultime settimane Emmanuel Macron non lo è stato e il cancelliere ha trovato una sponda inaspettata a Roma. Nel merito, bisogna guardare agli accordi sulla difesa. Già negli ultimi mesi vi abbiamo raccontato dei rapporti sempre più fitti tra l’industria bellica tedesca e quella italiana: il coronamento è l’ingresso della Germania nel programma per lo sviluppo del jet di nuova generazione che Roma sta già sviluppando assieme a Londra e Tokio. 

Nel frattempo, per Macron si mette male: il suo protagonismo rischia di isolarlo e la scelta di continuare proponendo idee tutt'altro che popolari a Berlino – una su tutte, il debito comune – rischia di non riavvicinarlo a “Merzoni”

Contemporaneamente, Merz vuole dare l’immagine di chi continua a tenersi aperti tutti i canali del caso. Nei giorni scorsi è stato in tour nei paesi del Golfo, nei prossimi giorni, a latere della Conferenza per la sicurezza di Monaco avrà un bilaterale con Marco Rubio. Soprattutto nel caso degli interlocutori arabi, l’intenzione è quella di stringere nuove partnership per diversificare forniture e investimenti. Come sempre, oltre al livello economico c’è anche quello politico: esattamente com’è successo a inizio anno in India, Merz cerca sponde per quanto riguarda export di beni e import di materie prime, ma anche alleati geopolitici. In Arabia Saudita ci sono potenziali forniture energetiche da contrattare – e di questo si è occupata la ministra dell’Economia Katharina Reiche, il cui omologo saudita ha svuotato la sua agenda per accompagnarla a esplorare opportunità di cooperazione sulle forniture di petrolio e gas, ma soprattutto idrogeno verde – ma anche rapporti internazionali da coltivare. Certo, si tratta per il momento di una timida dichiarazione d’intenti, ma Merz non perde di vista che l’Arabia Saudita sta diventando una potenza regionale che Washington ha ben presente, soprattutto quando si ragiona di vicende israeliane e iraniane. 

Ritrovarsi 

È tempo di congressi, per i socialdemocratici e per la Cdu. Nel weekend i compagni della Spd hanno intenzione di iniziare a mettere le basi del nuovo programma, che dovrebbe finalmente sostituire l’ultimo documento programmatico che ormai risale a vent’anni fa. Più facile a dirsi che a farsi: da mesi il partito fatica a darsi una riconoscibilità, l’intenzione è quella di usare l’appuntamento del prossimo fine settimana per mettere a fuoco con più chiarezza i temi che saranno importanti nei prossimi mesi. 

Nelle ultime settimane i socialdemocratici hanno provato a dettare l’agenda introducendo nel dibattito politico la riforma della legge di successione. È un tema ricorrente nella politica tedesca e da sempre la sinistra vorrebbe intervenire sulle ingiustizie provocate da un processo decisamente poco redistributivo: alla fine però, come nota lo Spiegel, non se n’è fatto granché e, ancora una volta, la Spd non ha saputo chiarire che priorità ha e a nome di chi le difende. Con un partner di governo decisamente ostile alla spesa sociale, i socialdemocratici devono capire quali battaglie combattere e per cosa scendere in campo: per il momento, però, sembra che il cosegretario Lars Klingbeil sia più interessato a cercare opportunità economiche in giro per il mondo per rilanciare l’economia.

Potenzialmente più spettacolare sarà il congresso della Cdu. Nel pubblico infatti ci sarà anche Angela Merkel: presenza quantomeno ingombrante, ai limiti dello scomodo per il cancelliere visto il rapporto tutt’altro che sereno tra i due. L’ultima volta che l’ex cancelliera ha partecipato a un congresso del suo partito è stato nel 2021: negli anni seguenti non è stata invitata, ma in ogni caso ha sempre spiegato che all’addio alla politica attiva seguiva anche l’allontanamento dalle vicende pubbliche contemporanee. Non è detto che il 20 febbraio prenderà la parola, ma nei fatti fa seguito all’auguro di Merz per il suo settantesimo compleanno, quando le chiese di restare presente nella vita del partito. Il congresso si terrà a Stoccarda, a poche settimane dal voto regionale che inaugura l’anno elettorale, con quattro appuntamenti cruciali per la Cdu. In particolare, per quanto riguarda il desiderio di contenere la crescita di AfD

Riprendere da dove si lascia

Forse ricordate la storia della Junge Alternative, l’organizzazione giovanile della AfD, che è stata sciolta dal partito prima di essere messa fuori legge per una posizione eccessivamente estremista. A quel punto AfD ha scelto di rifondare la propria cantera iniziando a cambiare il nome: adesso l’associazione si chiama Generation Deutschland. I membri però sembrano essere sempre gli stessi. E, soprattutto, avere sempre la stessa rete di contatti. 

Tanti attivisti infatti hanno rapporti con la famigerata Identitäre Bewegung, il “movimento identitario”, anch’esso collocato nello spettro dell'estrema destra. La tagesschau ha passato in rassegna i legami problematici dei giovani AfD: per il momento la frequentazione di Ib non è motivo d’espulsione, almeno nei fatti, visto che sulla carta sarebbe prevista un’incompatibilità. Ma al di là dei legami con organizzazioni ancora più estremiste, c’è un tema di merito: dentro Gd non ci sono dubbi che la remigrazione debba essere il prossimo grande obiettivo per il partito di Alice Weidel. 

Ma AfD ha bisogno di classe dirigente, motivo per cui il partito madre spinge per la creazione di realtà locali in tutte le regioni e incoraggia i giovani a candidarsi anche a livello locale. Oltre a creare nuovi dirigenti, Weidel punta a una progressiva normalizzazione a livello internazionale. La legittimazione arriverà a fine settimana anche dalla Conferenza per la sicurezza di Monaco, a cui tre parlamentari specializzati in materia di difesa sono stati invitati per la prima volta da due anni a questa parte. Vi abbiamo raccontato questa storia su Domani, qui

Quasi happy end

Vi raccontiamo anche l’inaspettata storia della casa editrice Second Chances, un piccolo editore con sede in Turingia dove Jeanette Bauroth sceglie in prima persona titoli da tradurre in tedesco che nomi più in vista non hanno voluto nel proprio catalogo. Un lavoro redditizio che però Bauroth – la cui storia è stata scoperta dalla Zeit – finora faceva più per passione che per redditività. La sua selezione spesso include titoli di queer romance, ma nella lunga lista di libri appartenenti a questa nicchia che ha pubblicato negli anni negli ultimi mesi le è capitato in mano Heated Rivalry. Forse ne avete sentito parlare, si tratta di un titolo che racconta un amore gay tra due giocatori di hockey, uno gay e uno bisessuale. Il titolo originario è canadese ed è il primo di una serie di sei libri, l’autrice Rachel Reid sta scrivendo il settimo. 

Fortuna vuole che in pandemia un regista ha scelto di trasformarlo in una serie, prodotta da Crave per il mercato canadese e immediatamente esplosa per un casting fortunato, una buona scrittura nonostante l budget ridotto e buon tempismo. Hbo Max ha comprato i diritti per il mercato americano, dove la serie è esplosa definitivamente. Il successo per l’editrice Bauroth è arrivato in maniera totalmente inaspettata a fine dicembre, quando a ridosso di Natale ha rischiato di rimanere senza copie. La soluzione? Chiamare le stamperie e chiedere una seconda tiratura in extremis, che pure non soddisfaceva lontanamente le richieste per diverse migliaia di esemplari che aveva ricevuto in quei giorni. 

Di qui, la decisione di assicurarsi che almeno le copie stampate arrivassero ai destinatari in tempo: niente magazzino intermedio, ma libri incartati a mano e spediti da Bauroth stessa. La speranza dell’editrice è che la passione per il genere possa ora estendersi anche al resto del genere che vende Second Chances, ma altre esperienze simili, come la serie di romanzi da cui prende spunto il successo internazionale di Netflix Bridgerton dimostrano che alla fine i fan cercano l’originale. In più, Bauroth continuerà a beneficiare soltanto dei ricavi derivanti dal primo dei sei volumi: all’asta per i diritti degli altri libri della serie Gamechanger hanno infatti partecipati giganti del settore disposti a spendere ben di più di quanto avesse a disposizione Bauroth. Nessuna considerazione per la passione che ha messo nella diffusione del primo volume. 

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