Il governo approva il decreto Bollette, con gli attesi tagli per le imprese e le famiglie in difficoltà: sotto i 10mila euro di Isee previsto uno sconto di 115 euro all’anno. Tra le novità l’aumento Irap di 2 punti per le aziende del comparto energetico. Restano le modifiche al meccanismo con cui si determina il prezzo all’ingrosso, che potrebbero essere bocciate dalla Commissione europea
Un contributo una tantum per le famiglie a basso reddito, interventi sul meccanismo con cui si determina il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica e la rimodulazione degli oneri generali di sistema. Sono le misure per abbassare i costi delle bollette di famiglie e imprese inserite nel decreto Energia, approvato in Consiglio dei ministri il 18 febbraio, dopo un tira e molla durati mesi.
Nella stessa riunione, il governo ha dato il via libera a un nuovo decreto a sostegno delle zone colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, oltre che alle pre-intese sottoscritte con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per cedere le materie non Lep nell’ambito dell’autonomia regionale. A palazzo Chigi erano presenti i governatori delle Regioni interessate: Marco Bucci, Attilio Fontana, Alberto Cirio e Alberto Stefani, tutti di centrodestra.
Sconti in bolletta
Tra le misure in materia di energia, a creare meno problemi nelle trattative nella maggioranza è stato il bonus per le famiglie a basso reddito, cioè quelle con Isee fino a 9.796 euro (o 20mila euro per quelle con almeno quattro figli). Si tratta di nuclei familiari che riceveranno un contributo straordinario in bolletta nel 2026: rispetto alla bozza circolata nei giorni scorsi l’aiuto una tantum, riconosciuto a chi percepisce il bonus sociale, è stato alzato da 90 a 115 euro, che si sommano ai circa 200 euro del bonus sociale. Le famiglie interessate dovrebbero essere 4,5 milioni.
Per il biennio 2026-2027 viene poi introdotta la possibilità – su base volontaria – che i fornitori riconoscano un contributo anche ai clienti domestici con Isee fino a 25mila euro, che quindi non accedono agli aiuti sociali. L’importo sarà calcolato sulla componente del prezzo dell’energia relativa ai consumi dei primi due mesi dell’anno, entro determinati limiti di utilizzo. In questo caso la platea di potenziali percettori potrebbe arrivare fino a 4 milioni di famiglie, per uno sconto annuale compreso tra i 50 e i 60 euro.
Come si forma il prezzo
Per affrontare il caro energia, il governo interviene sul meccanismo con cui si determina il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. In particolare sugli Ets, il sistema di scambio di quote di emissione di CO₂. Si tratta di uno strumento europeo per favorire la decarbonizzazione nella forma di “permessi di inquinare”: quando una centrale a gas inquina, deve compensare “comprando” quote di CO₂ per ogni tonnellata emessa. Il costo di questi “permessi” incide sulla bolletta: i fornitori pagano di più l’energia e scaricano una parte dell’esborso su famiglie e imprese.
Il decreto prevede che chi produce elettricità con il gas non debba più pagare la tassazione Ets, che verrebbe spostata interamente sulle bollette della luce. A quel punto il gas costerebbe di meno alle centrali termoelettriche, consentendo di abbassare il prezzo dell’elettricità: in questo modo l’energia risulterebbe meno costosa per gli italiani in bolletta. In altre parole, si eliminano gli oneri legati al pagamento delle quote di emissione dai bilanci dei produttori di elettricità e li si trasferisce ai consumatori, che comunque si troveranno bollette più leggere rispetto ad ora.
Un meccanismo molto complesso e ad alto rischio fallimento. L’intervento sugli Ets, infatti, richiederà il via libera di Bruxelles, che potrebbe considerare lo spostamento delle quote di emissione come aiuto di stato – dato che andrebbe a favorire le imprese italiane rispetto a quelle straniere – e quindi bocciarlo. Per questo a palazzo Chigi, fino all’ultimo, c’è stata incertezza sulla norma, che comunque entrerà in vigore solo nel 2027: molto forte è la preoccupazione che il meccanismo introdotto dal decreto possa far cadere l’Italia in una procedura per aiuti di stato.
Gli oneri di sistema
Il decreto prevede inoltre un intervento sugli oneri generali di sistema, cioè le tasse con cui si vanno a pagare in particolare gli incentivi alle rinnovabili: una voce che pesa oltre il 10 per cento sul totale della bolletta elettrica. I produttori potranno scegliere una riduzione temporanea degli incentivi – del 15 o del 30 per cento tra luglio 2026 e dicembre 2027 – ottenendo in cambio un prolungamento del periodo di agevolazione. Il beneficio per i consumatori deriva dal fatto che il peso dei sussidi in bolletta sarà diluito nel tempo.
Tra le novità dell’ultim’ora c’è anche l’aumento Irap di due punti percentuali per le imprese del comparto energetico, a sostegno di un taglio degli oneri in bolletta per le piccole e medie imprese. Nel decreto legge, riporta il Sole 24 Ore, è infatti contenuto un incremento dell’aliquota per le aziende che producono energia di circa 900 milioni in due anni. Il meccanismo ricalca la leva già impiegata dal governo per il settore bancario: un aumento di circa due punti percentuali per portare l’aliquota ordinaria dall’attuale 3,90 al 5,90 per cento.
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