Tempismo imperfetto. Nel giorno della vittoria del No al referendum sulla giustizia, è arrivato il sì all’offerta di Theo Kyriakou per acquistare Gedi. Dopo oltre nove mesi di trattative l’accordo è stato trovato. K Group, l’azienda editoriale di proprietà dell’imprenditore greco, lunedì 23 marzo a mercati chiusi ha annunciato l’acquisizione del 100 per cento di Gedi da Exor, la holding finanziaria controllata dalla famiglia Elkann-Agnelli. L’imprenditore ellenico diventa dunque proprietario di uno dei più grandi gruppi editoriali italiani attraverso Antenna Group, società internazionale attiva nei media e nell’intrattenimento, che fa appunto capo alla K Group della famiglia Kyriakou.

Dell’acquisizione fanno parte il quotidiano la Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital, m2o, HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. Come noto, l’operazione non include La Stampa, ceduta separatamente da Gedi al gruppo Sae. Rispetto alle previsioni, l’unico asset di Gedi che non finirà a Kyriakou è Stardust.

Si tratta di un’agenzia pubblicitaria dedicata agli influencer, in cui Gedi è entrata nel 2023 e di cui oggi controlla l’88,6 per cento delle quote. Stardust ha prodotto però solo guai: ha chiuso il bilancio del 2024 (ultimo disponibile) con una perdita di 4,7 milioni di euro e il patrimonio negativo per 825mila di euro. Forse proprio per questo alla fine Kyriakou non l’ha voluta. L’accordo con Elkann prevede che K Group rileverà anche Stardust e poi la rivenderà, non è stato chiarito a chi.

Mistero sul prezzo

Altra informazione mancante dai comunicati ufficiali è il prezzo dell’operazione. Né Gedi né K Group lo hanno reso noto, ma dovrebbe essere intorno ai 110 milioni di euro. È la cifra minima che Elkann contava di raccogliere vendendo i vari asset di Gedi e i circa 100 milioni di debiti che il gruppo editoriale italiano deve rimborsare a Exor. A guidare la società acquistata da Kyriakou sarà Mirja Cartia d’Asero, ex Lehman Brothers, già amministratrice delegata del Gruppo Sole 24 Ore dal 2022 al 2025, attuale presidente di Clessidra Holding e componente dei cda di Italmobiliare, Zurich Investments Life e Tecma Solutions. Sarà la nuova amministratrice delegata di Gedi, Mario Orfeo è stato confermato alla direzione de la Repubblica, Linus continuerà a guidare le radio.

La decisione di annunciare l’accordo nel giorno del referendum sulla giustizia non è piaciuta ai giornalisti: «È la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell’ormai ex editore di Repubblica. Non sentiremo la sua mancanza. Dopo aver smembrato e venduto pezzo a pezzo uno storico gruppo editoriale l’addio di John Elkann a Gedi avviene quindi nel peggiore dei modi, senza tenere in alcun conto nel contratto di compravendita delle richieste di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, di perimetro e di rispetto dell’indipendenza e della collocazione del giornale per cui la redazione di Repubblica continuerà a battersi ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta».

Oggi è prevista l’assemblea dei giornalisti.

Nel suo comunicato Antenna Group ha scritto che «metterà a disposizione la propria esperienza» nel settore dei media «per rafforzare il portafoglio di testate e brand editoriali di Gedi trasformando la società in una solida realtà mediatica internazionale».

Identità è l’altra parola ripetuta più volte da Kyriakou: «Preservare l’identità, la credibilità e il pluralismo di ciascun marchio rappresenta un principio cardine della strategia del gruppo». Antenna Group è già molto presente all’estero: Cipro, Romania, Moldavia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, ma anche Australia e Stati Uniti. Mancava un presidio nell’Europa occidentale, ed ecco il senso commerciale dell’acquisto italiano. Potrebbe però esserci anche un movente politico.

Come rivelato da Domani a settembre, tra gli azionisti di Antenna c’è anche l’Arabia Saudita guidata dal principe Mohammed bin Salman. Lo stesso uomo che, secondo un rapporto della Cia, è considerato responsabile dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Nel 2022, investendo 225 milioni di euro, nel gruppo Antenna è infatti entrato Mbc Group, la principale emittente radiotelevisiva in Medio Oriente e Nord Africa, controllata dal ministero delle finanze di Riad attraverso il fondo sovrano Pif.

Annunciando l’acquisto di Gedi, Antenna ha scritto di volere «investire nuove e significative risorse per ampliare la diffusione de la Repubblica e valorizzare il lavoro, più volte premiato, dei suoi numerosi e talentuosi giornalisti. Parallelamente, Antenna intende sviluppare ulteriormente il business radiofonico di Gedi, creando un importante hub radiofonico nel Mediterraneo, e investire nella produzione di documentari informativi, nello streaming, nei podcast, nella produzione musicale ed editoriale, nell’education e nel cinema, ambiti in cui Antenna vanta una comprovata esperienza di investimenti di successo».

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