Nel 2025 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6 per cento, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell'1,1 per cento, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali. Allo sviluppo ha contribuito la domanda nazionale al netto delle scorte (per +1,6 punti percentuali) mentre la domanda estera netta ha presentato un apporto negativo (per -0,7 punti).

Lo rileva l'Istat, che certifica anche il fatto che l’Italia non uscirà dalla procedura d’infrazione: l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2025 a -3,1 per cento (era -3,4 per cento nel 2024). Il saldo primario è risultato pari a +0,8 per cento del Pil (era +0,5 per cento l'anno precedente).

«Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027» ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

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