Giorgetti: «Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi». Per il ministro, si potrà uscire dalla procedura nel 2027. Il Pil in crescita dello 0,6 per cento, lo 0,1 per cento in più rispetto alla stima di marzo
Nel 2025 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6 per cento, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell'1,1 per cento, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali. Allo sviluppo ha contribuito la domanda nazionale al netto delle scorte (per +1,6 punti percentuali) mentre la domanda estera netta ha presentato un apporto negativo (per -0,7 punti).
Lo rileva l'Istat, che certifica anche il fatto che l’Italia non uscirà dalla procedura d’infrazione: l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2025 a -3,1 per cento (era -3,4 per cento nel 2024). Il saldo primario è risultato pari a +0,8 per cento del Pil (era +0,5 per cento l'anno precedente).
«Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027» ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
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