L’istituto di piazza Gae Aulenti ha lanciato l’offerta pubblica di scambio sulla banca tedesca compartecipata da Berlino. Unicredit deteneva già il 26% più un ulteriore 4% di derivati ma non avrebbe intenzione di arrivare a una quota di controllo, prospettiva a cui lo stato tedesco si è sempre opposto
Unicredit ha annunciato il lancio di un'offerta pubblica volontaria di scambio avente a oggetto le azioni Commerzbank. L'offerta – si legge in una nota - è finalizzata a superare la soglia del 30 per cento prevista dalla normativa tedesca in materia di offerta pubblica di acquisto nonché a favorire, nelle prossime settimane, un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder.
L’obiettivo è quindi raggiungere una partecipazione in Commerzbank superiore al 30 per cento, senza tuttavia acquisirne il controllo. Una prospettiva che consentirebbe a Unicredit di evitare di aggiustare costantemente la propria partecipazione per rimanere al di sotto della soglia del 30 per cento in ragione del programma di acquisto di azioni proprie in corso da parte di Commerzbank.
Senza precludere però la prospettiva di incrementare liberamente in futuro la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità. Unicredit detiene attualmente una partecipazione diretta di circa il 26 per cento in Commerzbank e un'ulteriore posizione di circa il 4 per cento tramite derivati.
L’obiettivo
«Non miriamo ad acquisire il controllo di Commerz, ma intendiamo avviare un dialogo costruttivo con Commerzbank e con tutti gli stakeholder" ha detto l’ad di Unicredit, Andrea Orcel. «Il nostro obiettivo con questa operazione è superare la soglia del 30 per cento prevista dalla normativa. Possiamo raggiungere tale obiettivo solo attraverso un'offerta pubblica volontaria che, come previsto dalla legge tedesca, sia rivolta a tutti gli azionisti per il 100 per cento delle azioni. Tuttavia, non prevediamo di superare in modo significativo la soglia del 30 per cento».
Mentre per il cda la manovra rappresenta «una misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore», la recezione da parte del mercato è stata mista. Mentre Unicredit a Piazza Affari nei primi scambi del mattino viene data in calo, Commerz a Francoforte registra un balzo del 4 per cento.
Le reazioni a Francoforte
Il governo tedesco ha confermato la propria contrarietà all’allargamento della posizione di Unicredit bollando un’eventuale scalata ostile come «inaccettabile». «La nostra posizione su questo non è cambiata in alcun punto. Il corso dell’autonomia di Commerzbank ha successo e il governo continua a sostenerlo». Così il portavoce del ministero delle Finanze tedesco. «Il governo detiene il 12 per cento e anche in questo non è cambiato nulla» ha aggiunto.
L’esecutivo aveva chiarito la propria posizione in diverse occasioni (e differenti composizioni). Per avere un'idea del tono, basta ricordare che il cancelliere tedesco Friedrich Merz solo l’estate scorsa a proposito della possibile scalata parlava di «rischi di mercato» ma soprattutto classificava la possibilità come «un approccio ostile alla Germania che non accettiamo». Non è dunque da escludere che l’approccio “morbido” presentato da Orcel miri anche ad agevolare la manovra in un clima tutt’altro che accogliente nei confronti dell’istituto meneghino.
Commerzbank in una nota si limita a «prendere atto» della notizia e comunicare che l’offerta non è stata concordata con l’istituto di Francoforte, oltre al fatto che non è inclusa nessuna informazione aggiuntiva sui termini di un’operazione che crei valore.
«La nostra priorità è creare valore sostenibile per i nostri azionisti e tutti gli stakeholder di Commerzbank. Siamo convinti della forza e del potenziale della nostra strategia, che si concentra su indipendenza e crescita. Questa manovra non è stata concordata. La quota di scambio che si prospetta nell’annuncio infatti non include un premio per i nostri azionisti».
Anche la rappresentanza dei dipendenti ha manifestato contrarietà. «È il passo successivo della spudoratezza. Non è solo un passo non concordato, ma ostile» ha detto il capo del consiglio di fabbrica della Commerzbank, Sascha Ubel, a proposito della offerta di acquisto arrivata da Unicredit. «Ci difenderemo con tutte le nostre forze e i nostri mezzi» ha aggiunto alla Dpa.
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