L’annuncio del ministro Alessandro Giuli. Alla città, eletta all’unanimità, sarà assegnato un contributo di un milione di euro per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura, definito dalla giuria un «modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigerenerazione e inclusione»
Ancona sarà la Capitale italiana della Cultura nel 2028. A deciderlo la Giuria presieduta da Davide Maria Desario. L'annuncio è stato dato dal ministro Alessandro Giuli nel corso di una cerimonia che si è svolta al ministero.
Le dieci città finaliste e i loro dossier erano: Anagni (Frosinone) con "Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce"; Ancona con "Ancona. Questo adesso"; Catania con "Catania continua"; Colle di Val d'Elsa (Siena) con "Colle28. Per tutti, dappertutto"; Forlì con "I sentieri della bellezza"; Gravina in Puglia (Bari) con "Radici al futuro"; Massa con "La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia"; Mirabella Eclano (Avellino) con "L'Appia dei popoli"; Sarzana (La Spezia) con "L'impavida. Sarzana crocevia del futuro"; Tarquinia (Viterbo) con "La cultura è volo".
Ad Ancona sarà assegnato un contributo di un milione di euro per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura.
Le motivazioni
La commissione ha ritenuto «eccellente» il dossier di Ancona, eletta all'unanimità. Il comune ha presentato, si legge nelle motivazioni, un «modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigerenerazione e inclusione», con un «programma di interventi solido» che «include un pubblico ampio e diversificato».
La strategia di investimento è stata ritenuta «coerente con un impatto significativo sul tessuto socio economico» ed è stata considerata «rilevante l'attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento del progetto, così come il coinvolgimento degli enti territoriali e i giovani, considerati come protagonisti dei processi culturali». Il dossier «soddisfa pienamente gli indicatori del bando ponendosi come modello di progettazione culturale innovativa e condivisa».
Il titolo del dossier è ispirato alle parole del poeta locale Francesco Scarabicchi e consiste di un programma di 60 pagine diviso in quattro macroaree, ciascuna delle quali contrassegnata da un avatar in funzione di nume tutelare, cui si aggiunge quello di Venere cui era dedicato anticamente il Duomo, e che individua nella città l'epicentro culturale ed economico dell'Adriatico e il crocevia di percorsi verso Oriente.
La prima macroarea, sotto il segno di Luigi Vanvitelli, s'intitola “Questo mare” e si propone come laboratorio di un nuovo rapporto tra infrastrutture e comunità, ma anche come spazio culturale, artistico e sociale a partire dalla Mole Vanvitelliana. La seconda, che prende il nome di “Via Maestra”, sotto l'egida del viaggiatore e padre dell'archeologia moderna Ciriaco Pizzecolli, richiama invece attraverso un percorso nel centro storico il recupero monumentale di tutti gli spazi culturali: dalla Pinacoteca al Museo archeologico nazionale, fino alla Biblioteca, come altrettanti nodi di una rete condivisa per mostre, convegni ed eventi.
La terza, “Adesso parco” sotto il segno dell'eroina Stamira, riguarda invece il Parco urbano del Cardeto e quello regionale del Conero in cammino per diventare parco nazionale. Infine, sotto la protezione del grande tenore originario di Ancona Franco Corelli, c'è la macroarea “Mare culturale”, che intende raccogliere i progetti digitali e i nuovi linguaggi delle giovani generazioni.
Il titolo di Capitale italiana della cultura viene conferito dal Consiglio dei ministri con propria delibera, su proposta del ministro della Cultura che recepisce la raccomandazione della Giuria di selezione. L'iniziativa, promossa dal ministero della Cultura, Dipartimento per le attività culturali, mira a valorizzare il patrimonio italiano e a incentivare la progettualità delle città nel segno della cultura.
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