«Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale». Lo ha annunciato dal palco della manifestazione della “Via maestra” in piazza del Popolo a Roma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, chiedendo risposte al governo in vista della manovra di Bilancio e ricordando che lo stesso giorno c’è lo sciopero europeo degli studenti. 

A seguire l’intervento del segretario generale della Cgil, i leader del campo largo: la segretaria del Pd Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra. Il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, è invece arrivato da un altro ingresso e ha seguito l’intervento dalla piazza con i manifestanti. Al termine del discorso, l’ex presidente del Consiglio e la segretaria dem si sono stretti la mano e abbracciati vicino al palco. 

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Il discorso di Landini

«C’è il rischio che le armi si sostituiscano alle parole e alla democrazia. La sicurezza non è armi, questa è una balla colossale. Dobbiamo dire con forza no all’aumento delle spese militari. La vera sicurezza è l’autonomia energetica: serve un piano straordinario per le fonti rinnovabili», ha detto Landini, ricordando che occorre «rimettere al centro il lavoro». 

Secondo il segretario generale, in piazza ci sono più di centomila persone. «La piazza è unita contro il caro vita perché non la gente non ce la fa più. La democrazia la si difende praticandola, e mettendo al centro la persona non il mercato». 

Servono più investimenti in sanità, istruzione e lavoro, sottolinea Landini, mentre il caro vita erode i salari e cresce la richiesta di cambiamento. C’è la necessità di «un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali che stanno portando il nostro Paese a sbattere». 

Come trovare le risorse? «Se a chi ha un patrimonio netto di 2 milioni si chiede di versare un contributo di solidarietà dell’1 per cento si recuperano 25 miliardi, che si possono investire in sanità, scuola, affitti». Così il segretario generale ha rilanciato la proposta di introdurre la patrimoniale sulle grandi ricchezze, che nelle stime del sindacato riguarderebbe 500mila contribuenti. 

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