Il 6 aprile 2009 alle 3.32 il terremoto causò la morte di 309 persone e distrusse il capoluogo abruzzese e altri 56 comuni circostanti. I familiari: «L’importanza di una memoria condivisa»
Sono passati 17 anni da quella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, quando alle 3.32 il terremoto ha devastato L’Aquila e 56 comuni circostanti, con una scossa di magnitudo 6,3 della scala Richter. Nel sisma sono morte 309 persone. «Per chi perse la vita in quella tragedia», ha scritto la Croce Rossa Italiana per l’anniversario, «il dolore resta immutato». Per i primi soccorritori che arrivarono all’alba di quel giorno «è ancora vivo il ricordo della paura e dello smarrimento», si legge nel tweet della Croce Rossa.
Il capoluogo abruzzese ha ricordato la tragedia con una luce azzurra da Palazzo Margherita, il silenzio dell’Emiciclo con il repertorio dei Solisti Aquilani, fiori bianchi deposti uno alla volta. La commemorazione si è svolta senza il tradizionale corteo, con una formula diversa, nella sera di Pasqua. Al centro è stato riposto un telo con i nomi delle vittime.
«La notte più lunga per gli aquilani», l’ha definita Vincenzo Vittorini, che ha preso parola a nome dei familiari, sottolineando l’importanza di una memoria condivisa. «Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo», ha detto citando José Saramago, e chiedendo poi ai giovani di farsi «sentinelle della memoria» per le generazioni future.
«Onoriamo la nostra notte più lunga, la luce fa sperare. Onoriamo il dolore, attraversiamo il buio, camminiamo nel silenzio verso il giorno», ha scritto sui social il sindaco Pierluigi Biondi, e – prendendo parola alla commemorazione – ha affermato che «è una ferita che non si rimargina», ma «non per questo ci rende incapaci di vivere a pieno il presente e di immaginare il futuro». L’Aquila nel 2026 è stata nominata capitale italiana della Cultura.
Reazioni
«Un segno profondo nella nostra Nazione», è per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni quello che ha lasciato il sisma, che «spezzò vite, comunità, abitudini». L’Italia, ha continuato la premier su X, «si stringe – oggi come ieri – alle vittime e alla popolazione colpita. A una regione che ha saputo rialzarsi con dignità e forza. Ricordare vuol dire anche questo: continuare a esserci. Con serietà e responsabilità».
«Una cicatrice indelebile», ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha reso omaggio anche all’ex presidente Silvio Berlusconi per «il suo lavoro incessante per le famiglie delle vittime e per ridare una casa a chi aveva perso tutto».
Hanno ricordato le vittime del sisma il presidente della Camera Lorenzo Fontana – «richiama continuamente alla responsabilità» – il ministro della Difesa Guido Crosetto – ringraziando le «uomini e donne della difesa», che quella notte hanno messo a disposizione «forza, competenze, presenza» – il ministro delle Imprese Adolfo Urso. Ancora, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rinnovando la sua «gratitudine alle Forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco, ai militari, ai volontari della Protezione Civile e a tutti i soccorritori».
Le vittime, i danni e la ricostruzione
Il crollo degli edifici ha causato la morte di 309 persone, ne ha ferite oltre 1.600 e circa 80mila persone sono state sfollate. Oltre dieci miliardi di euro i danni stimati e il patrimonio storico-artistico «profondamente compromesso». Sono i dati del Servizio studi della Camera, che ha ripercorso gli interventi adottati a favore dei territori colpiti in una scheda.
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