Dopo la scossa di magnitudo 4.7, la più forte registrata nell’area da quarant’anni, molti abitanti hanno dormito nelle automobili o nei centri di accoglienza. I Vigili del fuoco: «Sono 130 i nuclei familiari sgomberati, concentrati nella zona porto». Lo sciame è proseguito con almeno altri 129 eventi
La paura non è finita con la scossa. Per centinaia di abitanti dei Campi Flegrei è proseguita durante una notte trascorsa in strada, nelle automobili o nelle aree di accoglienza, lontano dalle case danneggiate e mentre la terra continuava a tremare. A Pozzuoli, epicentro del terremoto di magnitudo 4.7 avvenuto alle 19.46 di venerdì 31 luglio, intere famiglie sono rimaste per ore all’aperto, in attesa delle verifiche sugli edifici e di capire se fosse possibile rientrare.
Il bilancio aggiornato è di 21 feriti, due dei quali ricoverati in codice rosso, mentre cresce il numero dei nuclei familiari sgomberati. Dopo le verifiche statiche eseguite nella notte e nelle prime ore della mattina a Pozzuoli, sono «130 i nuclei familiari che sono stati sgomberati nella notte e sono soprattutto concentrati nella zona porto», dice all'Agi il comandante dei Vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano. Sono in corso decine di verifiche statiche, mentre il numero delle richieste questa mattina tende ad aumentare. Venti sono state già eseguite nella notte, ne «restano circa 60 di richieste di intervento per quanto riguarda le verifiche statiche. Questo purtroppo però dà luogo poi a situazioni per le quali noi siamo costretti a sgomberare le famiglie», spiega il comandante, che sottolinea anche che i tempi sono dettati anche da alcune difficoltànel raggiungere certe aree.
La scossa di venerdì sera, la più forte registrata nell’area flegrea negli ultimi quarant’anni, ha provocato cadute di calcinacci, crepe negli edifici, danni agli appartamenti e momenti di panico in diversi quartieri. Non risultano vittime.
Durante la notte lo sciame sismico è proseguito senza interrompersi. Dopo il terremoto principale, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato in via preliminare almeno 129 eventi. I due più intensi sono avvenuti poco prima delle 6 del mattino: una scossa di magnitudo 3.1 alle 5.47 e una di magnitudo 3 due minuti più tardi. Altri terremoti, di intensità minore, sono stati registrati nel corso della mattinata.
La notte fuori casa
A Pozzuoli molti residenti hanno lasciato le abitazioni subito dopo il terremoto, portando con sé poche cose e cercando riparo nelle automobili, presso parenti o nelle strutture predisposte dai comuni. Il Palatrincone è stato trasformato in centro di accoglienza, con 185 posti letto, mentre a Napoli è stata attivata l’area di via Terracina.
I vigili del fuoco hanno disposto lo sgombero di 18 famiglie in via Sannino e di altre quattro in via San Vitagliano. Le verifiche strutturali sugli edifici sono proseguite per tutta la notte e continueranno nelle prossime ore, per stabilire quali abitazioni possano essere dichiarate agibili.
La corrente elettrica, interrotta in alcune zone, è stata progressivamente ripristinata. Più complessa la situazione dei collegamenti. La circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli è tornata regolare intorno all’1.30, dopo ritardi che per i treni ad Alta velocità, Intercity e Regionali hanno raggiunto i 380 minuti, insieme a cancellazioni, deviazioni e limitazioni di percorso.
Resta invece chiuso il porto di Pozzuoli. L’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale sta preparando un’ordinanza per vietare l’accesso alle aree demaniali marittime situate sotto i costoni rocciosi, considerate esposte al rischio di distacchi e cedimenti.
Le verifiche e il coordinamento dei soccorsi
È in programma per la mattina di sabato una nuova riunione del Centro di coordinamento soccorsi nella prefettura di Napoli. Al tavolo partecipano i sindaci dei comuni coinvolti, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la Protezione civile e gli altri enti impegnati nella gestione dell’emergenza.
Il centro era stato riunito dal prefetto Michele di Bari già venerdì sera, subito dopo il terremoto. Alla successiva riunione di aggiornamento, svolta nel Centro operativo comunale di Pozzuoli, hanno partecipato anche il presidente della regione Campania Roberto Fico e, da remoto, il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano.
L’obiettivo immediato è completare il censimento dei danni, garantire assistenza agli sfollati e verificare la sicurezza delle infrastrutture. Ma l’attenzione resta concentrata anche sull’evoluzione dello sciame. Secondo l’Ingv, nelle ore successive a un evento di questa intensità è normale che si verifichino altre scosse, delle quali non è però possibile prevedere in anticipo né il numero né la magnitudo.
Il presidente dell’istituto, Fabio Florindo, ha invitato la popolazione ad affidarsi alle comunicazioni delle fonti ufficiali e a evitare la diffusione di notizie non verificate. La scossa di magnitudo 4.7, ha spiegato, è un evento significativo, ma un singolo terremoto non basta per parlare di una nuova escalation dell’attività nell’area. Per valutare eventuali cambiamenti sarà necessario analizzare l’intera sequenza insieme agli altri parametri, come la deformazione del suolo e le emissioni di gas.
Il bradisismo e la crisi che dura da anni
I terremoti dei Campi Flegrei sono legati alla fase di bradisismo che interessa una vasta area a ovest di Napoli. Il fenomeno consiste in un lento sollevamento o abbassamento del terreno, causato dalle variazioni di pressione e temperatura nel sistema vulcanico sotterraneo e dalla circolazione dei fluidi in profondità.
Quando il suolo si solleva, le rocce vengono sottoposte a tensioni crescenti. Il loro cedimento genera terremoti generalmente superficiali, che per questo possono essere avvertiti in modo molto intenso anche quando la magnitudo non è particolarmente elevata. La ridotta profondità dell’ipocentro e la presenza di un territorio densamente urbanizzato aumentano inoltre il rischio di danni agli edifici.
L’attuale fase di sollevamento è in corso da anni, ma dal 2023 l’attività sismica ha registrato una netta accelerazione. Per gli abitanti di Pozzuoli, Bacoli e dei quartieri occidentali di Napoli le scosse sono diventate una presenza ricorrente, accompagnata da controlli sugli immobili, esercitazioni di evacuazione e timori sulla capacità del patrimonio edilizio di sopportare terremoti più forti.
Gli esperti sottolineano che l’aumento della sismicità non implica automaticamente l’avvicinarsi di un’eruzione. Lo stato del sistema vulcanico viene valutato attraverso l’osservazione congiunta di diversi indicatori. La scossa di venerdì, tuttavia, rappresenta il terremoto più forte dell’attuale crisi bradisismica e mostra quanta energia possa essere liberata durante il processo di deformazione del suolo.
Le reazioni politiche
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha seguito l’evoluzione dell’emergenza mantenendosi in contatto con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, il capo del dipartimento Fabio Ciciliano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il prefetto di Napoli Michele di Bari.
Dal Partito democratico, l’europarlamentare Sandro Ruotolo ha chiesto al governo «risposte immediate», interventi per la sicurezza degli abitanti e una comunicazione costante e trasparente. Ruotolo ha inoltre rilanciato la richiesta di stabilizzare il personale specializzato assunto dagli enti locali per affrontare l’emergenza bradisismica. La nuova crisi, secondo l’esponente dem, dimostra che la gestione dei Campi Flegrei non può limitarsi a inseguire le emergenze dopo ogni terremoto. Servono risorse continuative per la prevenzione, il controllo degli edifici, l’assistenza alla popolazione e il rafforzamento delle strutture tecniche locali.
È la stessa richiesta che da tempo arriva dai territori: non considerare il bradisismo come una parentesi, ma come una condizione con cui una delle aree più densamente abitate d’Europa dovrà continuare a convivere. Per chi ha trascorso la notte fuori casa, però, la priorità resta più immediata: sapere quando potrà rientrare e se le mura lasciate venerdì sera sono ancora sicure.
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