La rivolta di Pisa ha riportato l’attenzione su un sistema in crisi: quasi 66 mila persone recluse per 46 mila posti disponibili. Dalle leggi dei primi anni duemila a oggi, l’inasprimento delle pene produce sovraffollamento. Ma non protegge la collettività
Prima un uomo fa vedere un piccolo dispositivo elettronico. Parla in albanese, dice che è una microspia che è stata trovata nella sua cella. Poi mostra materassi e brande ammassati per creare barricate, i detenuti che si muovono per i corridoi a luci spente, gli agenti della penitenziaria che provano a mediare. È la rivolta di una cinquantina di prigionieri della casa circondariale Don Bosco di Pisa, iniziata la sera del 30 settembre, finita alle prime luci dell’alba del giorno dopo, trasmessa i