L’infettivologo indagato nell’inchiesta sui certificati di idoneità ai migranti. «I sanitari rispondono a imperativi deontologici ed etici. I Cpr sono luoghi patogeni»
Nicola Cocco, infettivologo e membro della Società italiana di medicina delle migrazioni, è tra i 23 medici perquisiti mercoledì e tra i quattro indagati nell’inchiesta della procura di Ravenna con l’accusa di associazione a delinquere, che avrebbe l’obiettivo di bloccare gli ingressi nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), con presunti certificati falsi, delle persone di origine straniera. Ha passato due giorni in questura a Varese per adempimenti formali: «Mi hanno solo lasciato andare