Nicole Bonvin Clivaz, vicesindaca della cittadina ha riconosciuto le responsabilità dell’amministrazione per la mancanza di controlli sul locale. Ha riconosciuto la gravità dell'assenza di scuse durante la conferenza stampa di alcuni giorni fa che aveva coinvolto i vertici del comune, ma nessuno ha intenzione di dimettersi
La porta di servizio del bar Le Constellation di Crans-Montana era chiusa a chiave la notte dell’incendio di Capodanno. È quanto emerge dal primo racconto reso ai magistrati svizzeri dai gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, poche ore dopo il rogo che ha causato 40 morti e 116 feriti. A darne conto è l’emittente francese BfmTv.
Ascoltati separatamente, i due – entrambi indagati per omicidio, incendio e lesioni colposi, lui in carcere e lei ai domiciliari – hanno ricostruito la dinamica della serata, l’uso dei fuochi di Bengala e i tentativi di soccorso. Jacques Moretti ha riferito di aver trovato la porta di servizio chiusa e di averla forzata per entrare nel locale, ormai invaso dal fumo, dove diverse persone erano già a terra prive di sensi.
Secondo il racconto dei gestori, la serata era iniziata con pochi clienti, per poi riempirsi verso l’una. Il momento critico sarebbe arrivato durante il servizio di bottiglie con fuochi di Bengala, quando Jessica Moretti avrebbe notato un movimento di folla e una luce arancione, ordinando l’evacuazione e chiamando i soccorsi alle 1.28.
I gestori sostengono che il locale fosse ristrutturato, dotato di estintori e sottoposto a controlli negli anni, e che l’uso dei fuochi di Bengala fosse una pratica abituale. In chiusura d'audizione, Jacques Moretti ha affermato: «Sono devastato, mi sento responsabile di non aver saputo proteggere tutte le vittime».
Le scuse della vicesindaca di Crans-Montana
Ancora scampoli di polemiche sul caso del disastro di Capodanno in Svizzera. La vicesindaca di Crans-Montana, Nicole Bonvin Clivaz, ha chiesto perdono ai familiari delle vittime dell'incendio del locale Le Constellation a Crans-Montana, che non veniva controllato dalle autorità dal 2019. Le parole di Clivaz, giunte durante un'intervista alla radio elvetica Rts, sono arrivate dopo la polemica per le mancate scuse del sindaco Nicolas Feraud. Nessuno dei due, tuttavia, ha intenzione di dimettersi.
Venerdì sono scattati gli arresti per i gestori del locale, con Jacques Moretti in carcere e sua moglie Jessica ai domiciliari con braccialetto elettronico. Lo stesso giorno sono andate in scena la commemorazione di Martigny e la messa voluta dalla presidente del Consiglio a Roma. L'avvocato di Losanna Patrick Michod, che difende l'imprenditore francese assieme ai colleghi ginevrini Yael Hayat e Nicola Meier, è al lavoro sulla richiesta di scarcerazione al Tribunale per le misure cautelari. Entro lunedì mattina si è impegnato a presentare un dossier che dovrà dimostrare l'assenza del pericolo di fuga o, perlomeno, fornire le garanzie che la procura ha posto come condizione per l'attenuazione dello stato di detenzione.
La vicesindaca ha domandato perdono da parte del Comune «per quella tragica notte, per non aver fatto tutto nel modo corretto» e ha riconosciuto la responsabilità dell’amministrazione comunale per l'assenza di controlli.
Le spiegazioni
«L’indagine ci dirà perché ci sono state queste mancanze. Oggi non abbiamo le risposte» ha continuato Clivaz. «Porgiamo le nostre scuse a tutte le famiglie in lutto e afflitte dal dolore, vogliamo sostenerle nel miglior modo possibile. Faremo tutto il possibile affinché ciò non si ripeta» ha proseguito Clivaz, che ha riconosciuto la gravità dell'assenza di scuse durante la conferenza stampa di alcuni giorni fa che aveva coinvolto i vertici del comune. «Oggi è necessario esprimerle. Sotto il fuoco dell’azione si è impacciati» ha detto ancora Clivaz, «non è comune vivere una situazione simile. Ci è voluto davvero molto coraggio per affrontarla e ce ne servirà ancora».
Nessuna prospettiva di dimissioni: «Ora abbiamo recuperato tutto dagli archivi e abbiamo cercato di comprendere al meglio, abbiamo consegnato tutti i documenti, dobbiamo capire che in qualche ora abbiamo dovuto ricostruire sessant’anni di storia e credo che l'abbiamo fatto con serietà e con la volontà di essere trasparenti». Per la vice-sindaca «per ora non si pone la questione delle dimissioni».
Il 19 gennaio autopsia per Emanuele Galeppini
La Procura di Genova, su delega dei magistrati di Roma, ha disposto l’autopsia sul corpo di Emanuele Galeppini, il golfista sedicenne morto nella strage di Crans-Montana nella notte di Capodanno. La pm Silvia Saracino conferirà l’incarico al professor Francesco Ventura il 19 gennaio: lo stesso giorno verrà eseguita una tac, mentre l’esame autoptico è previsto per il 20 gennaio.
L’accertamento medico-legale servirà a chiarire le cause della morte, verificando se il ragazzo sia deceduto per le ustioni, per le esalazioni di fumo o per altre cause. Dai primi rilievi il corpo non presentava ustioni evidenti, ma escoriazioni ed ecchimosi, elementi che fanno ipotizzare che il giovane possa essere stato travolto durante la fuga. Secondo gli atti dell’indagine, aperta al momento contro ignoti, tre ragazzi sono stati trovati all’esterno del locale, mentre gli altri all’interno. Galeppini potrebbe essere tra quelli rinvenuti in strada.
Non è escluso che la Procura di Roma iscriva nel registro degli indagati i titolari del locale per consentire ai loro consulenti di partecipare agli esami, che verranno svolti anche in altre città italiane.
Polemiche per la vignetta di Charlie Hebdo
Una vignetta di Charlie Hebdo torna a scatenare polemiche. Questa volta l'argomento trattato dal settimanale satirico francese è la tragedia di Capodanno a Crans-Montana (Svizzera), dove 40 persone, tra cui sei giovanissimi italiani, sono morte per un incendio in un locale.
Nella "vignetta del giorno" pubblicata dalla rivista sui propri profili social ieri, firmata dal fumettista Salch, appaiono due figure dai tratti caricaturali che rappresentano sciatori, accompagnate dalla scritta 'Les brulés font du ski' (Letteralmente: 'Gli ustionati sciano') in alto e 'La comédie de l'année) ('La commedia dell'anno') in basso: un richiamo al film comico francese del 1979 'Les Bronzés font du ski' ('I bronzati sulle nevi'), titolo cult che fece molto successo nel Paese.
L'illustrazione in questione, pubblicata durante la giornata di lutto nazionale indetta in Svizzera per onorare le quaranta vittime di Crans-Montana, ha fatto scattare le proteste di diversi utenti del web, come emerge da decine di commenti indignati su Instagram e X. Tra questi c'è quello di Julie Bourges, giovane donna diventata nota in Francia sui social che da adolescente era stata vittima di gravi ustioni per un incidente durante una festa di carnevale. "Non è umorismo. È una violenza in più. È stato superato il limite e permettersi di dirlo non significa censurare. Significa ricordare che esiste la DECENZA", è il suo commento.
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