La gip del tribunale di Torino ha respinto la richiesta di messa alla prova di Elkann nell’ambito delle indagini sull’eredità della nonna. La procura aveva detto sì, ma la gip si è opposta
La giudice delle indagini preliminari del tribunale di Torino, Giovanna De Maria, ha rigettato la richiesta di messa alla prova di John Elkann che avrebbe dovuto diventare tutor in un istituto dei salesiani. Gli atti tornano dunque alla procura guidata da Giovanni Bombardieri. Sembra dunque sfumare la possibilità che il reato per cui Elkann è accusato – truffa ai danni dello Stato – si estingua. «Per noi non cambia niente. Peraltro, alla luce della frammentazione del quadro processuale, avevamo perso ogni interesse a questa istanza. Se i pubblici ministeri decideranno di andare avanti noi dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla», hanno commentato, gli avvocati Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, legali dell'imprenditore, prima di lasciare il Palazzo di giustizia di Torino. A una domanda su una possibile caduta in prescrizione degli episodi contestati, i due penalisti hanno detto: «Noi non facciamo calcoli, noi ci difendiamo nel merito delle accuse».
La richiesta
Elkann, dopo aver versato all’Agenzia delle Entrate 183 milioni di euro, aveva chiesto la messa alla prova nell'ambito delle indagini relative all'eredità della nonna, Marella Agnelli, vedova di Gianni Agnelli, morta nel 2019.
La procura di Torino aveva detto sì, disponendo anche la richiesta di archiviazione nei confronti dei fratelli di John Elkann, Lapo e Ginevra, per i reati di dichiarazione infedele e truffa in danno dello Stato. Oggi, come detto, il gip si è opposto.
L’inchiesta
Tutto è nato da un esposto del 2023 di Margherita Agnelli, la madre dei tre fratelli Elkann, che in un processo civile aveva chiesto di dichiarare la nullità della residenza svizzera di sua madre Marella. Indicando quella residenza, le leggi avrebbero consentito a Marella di nominare nel suo testamento come soli eredi legittimi i tre nipoti Elkann, escludendo la figlia e anche gli altri cinque nipoti nati dal matrimonio di Margherita con Serge de Pahlen.
Poi le indagini della procura torinese avevano portato alla contestazione di “artifizi e raggiri”, gli stessi che sarebbero stati messi in atto per costituire la falsa residenza svizzera di Marella ed escludere, di conseguenza, Margherita dall’asse ereditario.
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