“Libera”, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, è morta a casa sua mercoledi' 25 marzo, a seguito dell’auto somministrazione di un farmaco letale tramite il dispositivo con comando oculare, prima volta in Italia, che era stato appositamente predisposto dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per consentire di azionare l'infusione endovenosa del farmaco per il fine vita. È la 14esima persona in Italia ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e la seconda in Toscana seguita dall'Associazione Luca Coscioni.

Grazie al sistema di puntamento oculare interfacciato con una pompa infusionale, "Libera" ha infatti potuto attivare autonomamente l'infusione endovenosa del farmaco, superando l'ostacolo della tetraparesi spastica del corpo che le impediva qualsiasi movimento, compreso quello necessario per premere il tasto di attivazione del macchinario solitamente usato per questa procedura.

Questo il messaggio che "Libera" ha affidato all'Associazione Luca Coscioni:

«Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito. La mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana. Se servirà ad aprire anche solo una strada, ad accorciare anche solo un'attesa, allora avrà avuto senso. Ringrazio profondamente l'Associazione Luca Coscioni, che mi ha dato voce e strumenti per vedere riconosciuto questo diritto. E ringrazio, con sincera gratitudine, il mio medico, Paolo Malacarne. Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata».

"Libera" aveva ottenuto dalla Usl Toscana Nord Ovest il via libera per l'accesso alla procedura di aiuto medico alla morte volontaria a luglio 2024. Non essendo però in grado di assumere autonomamente il farmaco letale, aveva presentato un ricorso urgente, tramite il suo collegio legale coordinato dall'avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'associazione, affinché il suo medico fosse autorizzato a somministrare il farmaco.

A quel punto il giudice di Firenze aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale sull'articolo del codice penale che configura il reato di omicidio del consenziente, il 579 del codice penale, perché la somministrazione del farmaco da parte del medico sarebbe rientrata in questa fattispecie di reato.

Dopo l'intervento della Consulta, che ha ordinato la verifica anche a livello internazionale dell'esistenza di dispositivi idonei all'autosomministrazione del farmaco per il suicidio assistito, il Cnr su ordine del tribunale ha predisposto e collaudato il dispostivo.

«A "Libera” va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potra' essere percorsa anche da altri. In questo momento il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia e a tutte le persone che le sono state accanto», scrivono Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni.

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