Il Consiglio costituzionale francese ha bocciato il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, ritenendo che costituisca una «limitazione sproporzionata» alla libertà di espressione. Ora il governo tornerà a mettere mano al testo su indicazione del presidente Emmanuel Macron

Chiamati a pronunciarsi esclusivamente sull’articolo 1 della legge in questione, i membri della Corte costituzionale non si sono invece espressi sul divieto di utilizzare il cellulare nelle scuole superiori, che è previsto dallo stesso testo approvato a luglio.

La massima istituzione giurisdizionale è stata chiamata in causa a fine luglio da un gruppo di deputati socialisti e de La France Insoumise. I giudici hanno ritenuto che questa disposizione «viola in modo improprio, non necessario e sproporzionato» la libertà d'espressione e di comunicazione dei minorenni. Pur riconoscendo «l’esigenza costituzionale della protezione dell'interesse superiore del minore», i giudici insistono sul fatto che questo divieto così ampio «si applicherebbe a servizi di comunicazione online i cui rischi per la salute e la sicurezza dei minori non sono appurati».

I correttivi

Ora, la palla torna a Sébastien Lecornu. Il presidente ha incaricato il primo ministro di preparare un nuovo testo che sia «giuridicamente solido» e «tenga conto della decisione del Consiglio costituzionale e del quadro europeo» «nel più breve tempo possibile». 

«Mentre su impulso della Francia oltre una trentina di stati in tutto il mondo si stanno orientando verso il divieto di accesso ai social network per i più giovani nei prossimi mesi e la Commissione europea sta lavorando a un’armonizzazione di tali disposizioni a livello dell’Unione – si legge in una nota dell’Eliseo – l’obiettivo perseguito dal 2017 dal capo dello Stato in materia di protezione dei minori online rimane immutato: tutelare l’interesse superiore e la salute dei nostri bambini, poiché gli effetti negativi dei social network su di loro sono scientificamente documentati».

Insomma, la determinazione di Macron «a portare a termine questa riforma entro la primavera del 2027 rimane totale» e il presidente mira a «determinare le modalità e i mezzi che consentano, entro la fine della legislatura, di proteggere i nostri bambini dai social network».

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