L'espressione ricorre due volte nell'interrogazione parlamentare che il Movimento 5 Stelle ha appena presentato alla Camera sulla società della moglie del ministro che si occupa di sanità privata e che potrebbe essere avvantaggiata dalla riforma della sanità militare voluta dal marito-ministro
«Conflitto di interessi». L'espressione ricorre due volte nell'interrogazione parlamentare che il Movimento 5 Stelle ha appena presentato alla Camera. Obiettivo: ottenere risposte sulla riforma della sanità militare promossa dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. L'interpellanza prende spunto dall'inchiesta pubblicata pochi giorni fa da questo giornale ed è rivolta, oltre che al dicastero di Crosetto, anche al ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci. Come avevamo raccontato, della riforma potrebbero infatti beneficiare i poliambulatori privati. E chi è da poco diventata proprietaria di un poliambulatorio privato? La moglie di Crosetto, Gaia Saponaro, insieme a un amico del ministro e a un imprenditore attivo nel settore della difesa.
«Secondo quanto riportato da un'inchiesta del quotidiano Domani», scrivono nella loro interrogazione i deputati Marianna Ricciardi, Sergio Costa, Arnaldo Lomuti e Andrea Quartini, la riforma della sanità militare promossa dal Ministro della difesa prevede «la possibilità di sviluppare una rete di poliambulatori militari accreditabili con il Servizio sanitario nazionale e operanti tramite Difesa servizi s.p.a., con la facoltà di stipulare accordi con le aziende sanitarie locali e di avvalersi, in caso di carenza di personale, di professionisti esterni retribuiti con fondi pubblici; la previsione che, in caso di carenza di personale, la rete dei poliambulatori militari possa avvalersi di professionisti esterni retribuiti con fondi pubblici contrasta l'obiettivo dichiarato di contribuire alla riduzione delle liste d'attesa del Servizio sanitario nazionale; la possibilità per medici e psicologi militari di esercitare attività libero-professionale anche presso strutture esterne, incluse quelle private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale». Fatta la lista delle novità, l'interrogazione riporta la principale notizia riportata nella nostra inchiesta, e cioè che «la coniuge del Ministro della difesa – si legge nel testo depositato alla Camera - sarebbe recentemente divenuta socia di una società proprietaria di un poliambulatorio privato accreditato con il Servizio sanitario nazionale, insieme ad altri soggetti attivi anche in settori collegati alla difesa e già in rapporti con il Ministero».
Come avevamo raccontato sulla base di documenti ufficiali, nel giugno del 2025 - sei mesi prima dell’approvazione in via preliminare della riforma da parte del Consiglio dei ministri – Gaia Saponaro, consorte del ministro Crosetto, ha comprato il 24 per cento della A&O Srl, azienda che controlla il poliambulatorio Centro Medico Flaminio. Si tratta di un centro medico con specialisti di vario genere, dagli ortopedici ai cardiologi, dagli osteopati ai gastroenterologi. Accreditato dal 2024 con il Servizio sanitario nazionale, il poliambulatorio si trova in zona Flaminio, a Roma, città dove ha sede il ministero della Difesa, lo Stato maggiore e numerosi presidi sanitari militari. Insieme a Saponaro, sono diventati proprietari del poliambulatorio altri quattro soci. Tra questi ce ne sono due particolarmente interessanti.
Uno è la Ginevra Ltd, società fondata a Londra da Giancarlo Innocenzi Botti, ex sottosegretario e compagno di partito di Crosetto 15 anni fa in Forza Italia, già socio del figlio del ministro, Alessandro, in un’altra impresa italiana (Entheos Worldwide) ora in liquidazione. L'altro azionista del poliambulatorio romano è la Giada Srl, di proprietà di Gianluca Fera, imprenditore che controlla in Italia anche la T2 Srl. Quest'ultima impresa, specializzata in servizi di ingegneria per il settore della difesa, vanta tra i suoi clienti più importanti Leonardo, Mbda e Thales Alenia Space. Sono tutti gruppi a controllo pubblico. Fino al 2022 Crosetto li ha rappresentati come presidente di Aiad, l’associazione industriale di categoria, mentre oggi il suo ministero è uno dei clienti principali di queste aziende.
«Tale circostanza, pur non configurando un illecito, solleva a giudizio degli interpellanti interrogativi in merito alla possibile esistenza di un conflitto di interessi, anche solo potenziale, in relazione a scelte normative che potrebbero incidere sul mercato sanitario privato accreditato», scrivono i deputati del M5S. Nella loro interrogazione, i parlamentari domandano ai ministeri della Difesa e della Salute di chiarire alcuni punti. Chiedono ad esempio quali sono «i criteri di accreditamento, convenzionamento e remunerazione delle strutture coinvolte» dalla riforma, quali le modalità previste per «il coinvolgimento dei poliambulatori privati accreditati». E, infine, in che modo i ministeri della Difesa e della Salute possono «escludere, per quanto di competenza, qualsiasi situazione, anche solo potenziale, di conflitto di interessi derivante da rapporti diretti o indiretti tra soggetti riconducibili al Ministro della difesa e le strutture che potrebbero trarre beneficio dalla riforma».
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