Cambiano ancora i colori delle regioni, dopo il monitoraggio settimanale sul Covid-19 in Italia della Cabina di regia formata dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità. Rispetto a settimana scorsa, quando solo la Sardegna era passata dall’arancione al giallo, stavolta sono diverse le regioni che cambiano colore: passano in area arancione Abruzzo, Liguria, Toscana e la Provincia autonoma di Trento. La Sicilia passa in zona gialla a scadenza della vigente ordinanza, ovvero da lunedì 15 febbraio.

Secondo i dati della Cabina di regia, l’indice Rt medio nazionale è salito a 0,95 (la media tra 0,86 e 1,06), sfiorando quindi la soglia critica dell’1. Sette giorni fa era a 0,84. Secondo gli esperti, quindi, si potrebbe trattare di un preludio a un nuovo aumento dei casi, dovuto anche alla circolazione di alcune varianti del coronavirus. Sempre oggi, l’ultimo Cdm del governo Conte-bis ha prorogato per altri dieci giorni, fino al 25 febbraio, lo stop agli spostamenti tra le regioni di qualsiasi colore.

I NUOVI COLORI DELLE REGIONI

Zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento.

Zona gialla: Campania, Molise, Basilicata, Lazio, Piemonte, Val d’Aosta, Marche, Friuli, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia (a partire dal 15 febbraio).

La Puglia, dopo una rettifica degli ultimi dati forniti dalla Regione, era diventata gialla già ieri. La Toscana, invece, è diventata arancione e in più al suo interno sono state stabilite alcune aree rosse: Chiusi e a breve anche Sansepolcro. Stesso discorso per l’Abruzzo, che torna arancione ma con Pescara e Chieti in lockdown. La Provincia autonoma di Bolzano, formalmente arancione, si è auto-dichiarata zona rossa per tre settimane a partire dall’8 febbraio: fino al 28 febbraio, gli unici negozi aperti saranno quelli che vendono beni di prima necessità e i generi alimentari. 

In Umbria, arancione ma a rischio rosso, la provincia di Perugia e sei comuni del ternano sono in fascia rossa in base a un’ordinanza regionale della governatrice Donatella Tesei. La Sicilia, invece, torna a essere gialla, ma da lunedì (quando scadrà l’ordinanza attualmente in vigore). Valle d’Aosta e Sardegna avrebbero invece dati da zona bianca, ma il passaggio – secondo la regola delle due settimane di permanenza obbligatoria nella stessa fascia – sarà possibile solo venerdì prossimo.

L’Iss: «Rt torna a salire ma resta sotto la soglia critica di 1»

Secondo la Cabina di regia, il rallentamento nella diminuzione dei casi potrebbe «preludere a un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente mantenute misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale». Secondo il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, intervenuto in conferenza stampa, «la curva epidemiologica ha rallentato ma la situazione è molto delicata. Stabile per incidenza, ma con alcuni segnali di ripresa, sia per incidenza in alcune regioni, sia per la circolazione di alcune varianti».

Proprio alle varianti, che hanno «una maggior trasmissibilità», è dovuto l’abbassamento dell’età media dei contagiati. In sei settimane, la variante inglese potrebbe sostituire il virus nel nostro paese. Anche Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, si è detto preoccupato dalle varianti, soprattutto da quelle brasiliana e sudafricana che «hanno delle mutazioni in più rispetto a quella inglese e possono ridurre l'efficacia dei vaccini».

Brusaferro ha aggiunto che si è abbassato il numero dei contagi da Covid-19 tra il personale sanitario: «Questo è legato all'impatto della campagna vaccinale massiva di medici e infermieri. È un segnale importante. Per quanto riguarda i decessi quotidiani, invece, secondo il presidente dell’Iss il calo «procede molto lentamente». 

L’INDICE RT REGIONE PER REGIONE

Questi sono, secondo il monitoraggio della Cabina di regia, gli Rt medi di questa settimana: Abruzzo 1,22 (1,16-1,28); Basilicata 1,2 (0,98-1,44); Calabria 0,81 (0,73-0,93); Campania 0,8 (0,73-0,91); Emilia-Romagna 0,94 (0,91-0,96); Friuli-Venezia Giulia 0,98 (0,94-1.03); Lazio 0,96 (0,93-0,99); Liguria 1,08 (1,02-1.13); Lombardia 0,97 (0,94-1.01); Marche 0,94 (0,86-1,04); Molise 1,09 (0,79-1,41); Piemonte 0,93 (0,9-0,97); Provincia Bolzano 1,25 (1,2-1,3); Provincia Trento 1,2 (1,12-1,28); Puglia 1,05 (1,01-1,09); Sardegna 0,87 (0,82-0,93); Sicilia 0,66 (0,63-0,69); Toscana 1,1 (1,06-1,16); Umbria 1,2 (1,13-1,26); Val d'Aosta 0,77 (0,58-0,97); Veneto 0,71 (0,68-0,74).

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