Il Molise è l’unica regione italiana con la sanità ancora commissariata. Dal 2007 i conti non tornano, gli ospedali pubblici perdono servizi e i cittadini scendono in piazza per difendere il diritto alle cure. Ad Agnone si lotta contro il declassamento dell’ospedale di area disagiata.

A Isernia il sindaco ha dormito per sei mesi in una tenda davanti all’ospedale per salvare il punto nascita. Eppure questa piccola regione, dove la sanità pubblica arretra, è anche una delle più capaci di attrarre pazienti dal resto d’Italia.

Il merito è soprattutto di due grandi strutture private convenzionate, Neuromed e Responsible Research Hospital, che gestiscono servizi strategici, dalla neurochirurgia alla cardiochirurgia, fino alla radioterapia, che nessun ospedale pubblico del Molise offre.

È qui che si apre la questione dei soldi. Nel 2024 il disavanzo sanitario regionale ha superato i 160 milioni di euro. Nello stesso anno i privati convenzionati hanno fatturato quasi 50 milioni di euro di prestazioni oltre i tetti di spesa stabiliti dalla Regione.

Di questi, 47 milioni e mezzo riguardano Neuromed e Responsible, soprattutto per prestazioni ai pazienti di fuori regione. È il cosiddetto extrabudget, al centro di un lungo braccio di ferro tra strutture private e istituzioni. Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto, a determinate condizioni, il diritto alla remunerazione delle cure salvavita erogate oltre i budget.

Ma chi controlla che quelle prestazioni siano appropriate, fatturate correttamente e realmente dovute? PresaDiretta, nell’inchiesta “Sanità fuori controllo” (in onda domenica sera alle 20.30 su Rai3) è andata a cercare le risposte tra documenti ufficiali, verbali riservati, fatture contestate, verifiche rimaste in sospeso e responsabilità che si rimpallano tra la Regione e i commissari nominati da Roma. E ha affrontato un’altra questione: il rapporto tra potere politico e sanità privata.

Aldo Patriciello, eurodeputato della Lega e coordinatore regionale del partito, è da decenni una figura centrale nella sanità molisana. I suoi tre figli controllano il cuore del gruppo Neuromed. Una lista civica promossa dallo stesso Patriciello ha sostenuto la candidatura del presidente della Regione Francesco Roberti, di Forza Italia. La sua giunta prende decisioni in totale autonomia? «La mia giunta prende le decisioni che dico io. Non è che io sono succube di Patriciello», risponde Roberti alle domande di PresaDiretta. E aggiunge: «Lasciate perdere le chiacchiere del conflitto di interessi, che l’Italia è nata nel conflitto di interesse».

E per quanto riguarda l’altro grande polo della sanità convenzionata molisana, Responsible Research Hospital, il presidente della Regione dichiara a PresaDiretta di non essere a conoscenza dell’identità degli investitori della società anonima svizzera che controlla la struttura sanitaria, con sede a Campobasso.

Un ospedale che lavora quasi per il cento per cento con risorse pubbliche e gestisce l’unico servizio di radioterapia della regione. «Il ministero sa benissimo chi sono. La sanità, lo sanno i commissari più di me, io non so nulla», risponde Roberti, aggiungendo poi di aver già chiesto di essere nominato lui stesso commissario sanitario ad acta.

PresaDiretta è risalita ai proprietari di Responsible e ha incontrato i vertici dell’ospedale, oggi alle prese con una grave crisi finanziaria, per capire quali siano le prospettive della struttura e il futuro di cure dalle quali dipendono migliaia di pazienti.

L’inchiesta racconta un paradosso che va ben oltre i confini del Molise: mentre la sanità pubblica viene ridimensionata per contenere la spesa, ai privati sono affidati servizi sempre più indispensabili e restano aperte partite da decine di milioni di euro sulle prestazioni da verificare e riconoscere. Chi controlla quei soldi? Chi decide quali cure finanziare e quali servizi tagliare? E soprattutto, chi governa davvero la sanità pubblica?

L’inchiesta verrà trasmessa all’interno della puntata di PresaDiretta “I soldi della sanità” domenica 11 ottobre alle 20.30 su Rai3

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