Dalla mezzanotte del 14 dicembre è entrato in vigore il nuovo Codice della strada, con le sue nuove regole e con le sue prime multe più salate. Il «battesimo» a Napoli, dove alle prime luci dell’alba un uomo è stato sanzionato perché guidava con il telefono in mano: per chi è al volante con lo smartphone è previsto il ritiro della patente da 7 a 15 giorni e un’ammenda da 250 a mille euro (con aumenti in caso di recidiva o incidente).

Dalla guida sotto l’effetto di alcool e droghe all’uso del cellulare in macchina, dalla riscrittura delle limitazioni per i neopatentati fino all’inasprimento delle sanzioni per eccesso di velocità e alle nuove norme per l’installazione degli autovelox: non sono poche le cose che cambiano con la riforma targata Salvini (e accolta con freddezza, per non dire con fastidio, da gran parte del suo elettorato).

Ma chi era convinto che con questa nuova stretta le strade e i marciapiedi si sarebbero liberati da un giorno all’altro dei monopattini elettrici si dovrà ricredere. Basta aprire qualsiasi app di sharing o farsi una passeggiata per una via di una grande città per accorgersi che da questo punto di vista non è cambiato assolutamente niente. E sarà così ancora per qualche mese, fino a quando non verranno emanati specifici decreti attuativi.

I monopattini (per ora) i più colpiti

Chi era convinto che con questa nuova stretta le strade e i marciapiedi si sarebbero liberati da un giorno all’altro dei monopattini elettrici però si dovrà ricredere. Basta aprire qualsiasi app di sharing o farsi una passeggiata per una via di una grande città per accorgersi che da questo punto di vista non è cambiato assolutamente niente. E sarà così ancora per qualche mese, fino a quando non verranno emanati specifici decreti attuativi.

Ma nel primo giorno con le nuove regole, i monopattini sono stati comunque i più colpiti: in tutta Italia sono fioccate decine di multe per chi guidava senza casco. Molti si sono detti «sorpresi», altri non conoscevano le nuove regole che ora valgono per tutti, anche per chi è maggiorenne. Eppure in questo caso la multa va da 50 a 250 euro, lo dice espressamente il testo del nuovo Codice della strada, che però non specifica a chi spetta garantire il casco per i mezzi presi a noleggio: all’utente o alla piattaforma?

Nessun’azienda lo fornisce. Nessuna ha dotato – e forse non lo farà mai – i monopattini di bauletti o di specifici ganci al manubrio. Di conseguenza sembrerebbe che (ma il condizionale è d’obbligo, fioccheranno tanti ricorsi) spetta a chi noleggia i mezzi a doversi portare da casa il casco protettivo. E in quest’incertezza ci sono finiti anche i vigili, spaesati per l’assenza di circolari chiare.

I monopattini sono ancora per strada

Tutto è come ieri, e anche domani sarà lo stesso. Sui marciapiedi i monopattini parcheggiati sono tanti, alcuni lo sono in modo disordinato. C’è chi si avvicina con il telefono in mano per sbloccarli e partire, chi esce di casa con il proprio. In strada continuano a circolare, a volte pericolosamente a zig-zag tra le macchine. Qualcuno va in due. Praticamente nessuno ha il casco in testa.

Chiunque può fare una prova aprendo le applicazioni delle tante piattaforme che, negli ultimi anni, si sono moltiplicate nelle città italiane. Anche se i fatturati delle principali aziende e il numero di corse scendono sempre di più, a Milano per esempio i monopattini in sharing sono 2 mila, i noleggi giornalieri quasi 10 mila. Numeri che continuano a essere importanti. Lime o Helbiz, Bird o Bit: qualsiasi app – anche dopo il 14 dicembre – dà la possibilità di prenotare e poi usare i propri mezzi elettrici e a due ruote.

C’è chi ha sostenuto che il nuovo Codice della strada sarà alla fine il colpo di grazia per un mezzo che sta rivoluzionando la mobilità di molte città e per un mercato che, solo per il settore dello sharing, in Italia ha toccato nel 2023 quota 60 milioni di euro. Tanto che secondo Assosharing, l’associazione di categoria, le nuove regole «saranno inapplicabili». Infondo lo ha ammesso scherzosamente lo stesso Salvini all’Eicma: «Il monopattino? Il problema lo risolviamo alla radice, non ci sarà più in giro».

In effetti anche in questo ambito le novità introdotte dalla riforma non sono poche. Come si è visto il casco diventa obbligatorio per tutti e non solo per i minorenni. Per quelli noleggiati per strada sarà necessario portarselo da casa oppure saranno le stesse aziende a doverlo fornire? E come? Sono questioni su cui c’è ancora molta confusione. E poi, i monopattini dovranno dotarsi obbligatoriamente di una targa e sarà necessario avere un’assicurazione, come già accade per i monopattini noleggiati. Altrimenti non potranno più circolare.

Produttori, distributori, rivenditori e consumatori Dell’Alleanza per la mobilità sostenibile hanno denunciato «l’incertezza assoluta» e il rischio «in Italia di condannare a morte una parte rilevante della micro-mobilità, modalità di trasporto che svolge un ruolo chiave nel decongestionamento del traffico e nella riduzione di CO2 e polveri sottili».

Servono i decreti attuativi

Per entrare in vigore queste due ultime nuove regole avranno bisogno di specifici decreti attuativi del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. E prima che vengano emanati potranno passare anche molti mesi. Il nuovo Codice della strada prevede che le targhe siano stampate dall’Istituto poligrafico dello Stato, la Zecca, e siano fatte in «materiale plastico e non rimovibile», con un nuovo registro ad hoc. Le norme assicurative prevedono che la garanzia di un veicolo sia legata alla sua identificabilità, tramite targa o numero di telaio. E quindi senza indicazioni precise sulla «targatura» è difficile stabilire, anche per le stesse compagnie assicurative, una polizza adatta alle nuove regole.

L’11 dicembre la polizia locale di Milano ha emanato una circolare in cui afferma che l’obbligo «è immediatamente efficace già all’entrata in vigore della legge», cioè dal 14 dicembre, anche perché la stessa riforma in quest’ambito non fa alcun riferimento a futuri decreti attuativi. Nell’attesa delle targhe per l’«individuazione univoca» del monopattino – sostengono i «ghisa»: nel capoluogo lombardo vengono soprannominati così i vigili urbani – si può procedere intanto con una polizza «di natura non soltanto personale, prevedendo cioè la copertura assicurativa di ogni conducente di monopattino nei confronti di terzi danneggiati».

Ma come si identificano i monopattini senza ancora una targa? Con il loro numeri di serie? Secondo molti, per questi e altri dubbi l’obbligo assicurativo sarà di fatto in vigore solo quando ci saranno i decreti attuativi. Quindi non ci si deve meravigliare se i monopattini continueranno a essere noleggiabili come fino a qualche giorno fa.

Le norme non ancora in vigore

Le nuove norme sui monopattini non sono le uniche a dover aspettare ancora qualche mese prima di entrare in vigore. L’installazione dello strumento che impedisce l’avviamento del motore se il guidatore ha un tasso alcolemico superiore allo zero, l’alcolock, che chiunque abbia avuto precedenti di guida in stato di ebbrezza dovrà avere obbligatoriamente in macchina, è rimandata a un decreto del Mit da adottarsi entro sei medi dalla data in vigore della legge. Bisogna ancora individuarne caratteristiche, modalità di installazione e officine autorizzate al suo montaggio.

Ma nonostante questo alcuni guidatori sono stati sorpresi al volante in stato d’ebbrezza e per loro è già scattato l’obbligo di tre anni di alcol-zero e l’installazione di questa sorta di etilometro (ma anche qui, prima che i multati debbano munirsi di alcolock, dovranno aspettare l’ordinanza ministeriale che spieghi bene come fare). Insomma, in quest’ambito via libera agli effetti delle prime sanzioni solo tra qualche mese.

Ci sono poi le nuove regole per la circolazione contromano. Anche qui, entro due mesi il ministero dovrà emanare un decreto che definisca caratteristiche, modalità e tempi della segnaletica obbligatoria da installare nei punti di possibili imbocchi contromano. Stessi tempi per l’individuazione dei criteri per realizzare una corsia ciclabile a bordo carreggiata, oltre che dei relativi cartelli stradali. Sorte pressocché identica per i parametri da considerare per i sindaci per limitare la circolazione dei veicoli in caso di inquinamento dell’aria particolarmente elevato.

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