Solo un anno fa i magistrati capitolini avevano archiviato le accuse di peculato e rivelazione di segreto nei confronti dell’ex ministro. Oggi un nuovo guaio giudiziario in cui è parte offesa Maria Rosaria Boccia, i legali di Sangiuliano: «Non abbiamo ricevuto avviso di garanzia»
«L’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, è indagato per stalking a Roma in un procedimento in cui Maria Rosaria Boccia è parte offesa». Lo sostiene il legale di Boccia, Francesco Di Deco. Per lo stesso reato, oltre che per lesioni, diffamazione, interferenze illecite nella vita privata e false attestazioni nel curriculum, l’imprenditrice di Pompei andrà a processo dopo la decisione di febbraio del gup di Roma.
Il caso di Boccia
A Boccia, nelle scorse settimane è stato anche notificato un avviso di conclusione delle indagini dai magistrati capitolini: in questo caso i pm di piazzale Clodio le contestano di aver diffuso e rivelato informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura, oggi consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Campania, e la moglie tramite l’audio di una loro conversazione. In questo filone è indagato anche un giornalista di una testata campana, anche lui ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini.
Solo lo scorso anno, invece, i pm di Roma avevano archiviato le accuse di peculato e rivelazione del segreto d’ufficio mosse nei confronti dell’ex ministro, nei cui confronti ora pende un nuovo problema giudiziario, partito proprio da una denuncia di Boccia. L’accusa, come sostenuto dal legale dell’imprenditrice, sarebbe di stalking. Da quanto trapela Sangiuliano non avrebbe ricevuto alcun avviso di garanzia.
Versione poi confermata dai legali dell’ex ministro: «Non c’è alcun avviso di garanzia. È trascorso oltre un anno dalla denuncia e non ci è stato notificato alcun atto. I rapporti tra il dottor Sangiuliano e la signora Boccia sono stati ampiamente esaminati dalla Procura di Roma e dal Gup dello stesso tribunale che hanno concluso per il rinvio a giudizio, con inizio del processo il 6 ottobre. Premesso che dopo le dimissioni da ministro il dottor Sangiuliano non ha avuto più alcun tipo di rapporto (né telefonico, né epistolare, né tantomeno personale) con la signora Boccia, i fatti sono quelli già ampiamente esaminati dalla Procura e giuridicamente non esiste lo stalking reciproco. Ci attiveremo immediatamente affinché la diffusione di notizie tendenziose, che a nostro avviso configura ulteriori atti di persecuzione, sia vagliata dall’autorità giudiziaria», hanno dichiarato gli avvocati di Gennaro Sangiuliano, Silverio Sica e Giuseppe Pepe. Per loro si tratterebbe «di un maldestro tentativo difensivo di Boccia».
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