L’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, è indagato per stalking a Roma in un procedimento in cui Maria Rosaria Boccia è parte offesa. Per lo stesso reato, oltre che per lesioni, diffamazione, interferenze illecite nella vita privata e false attestazioni nel curriculum, l’imprenditrice di Pompei andrà a processo dopo la decisione di febbraio del gup di Roma. 

Il caso di Boccia

A Boccia, nelle scorse settimane è stato anche notificato un avviso di conclusione delle indagini dai magistrati capitolini: in questo caso i pm di piazzale Clodio le contestano di aver diffuso e rivelato informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura, oggi consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Campania, e la moglie tramite l’audio di una loro conversazione. In questo filone è indagato anche un giornalista di una testata campana, anche lui ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini.

Solo lo scorso anno, invece, i pm di Roma avevano archiviato le accuse di peculato e rivelazione del segreto d’ufficio mosse nei confronti dell’ex ministro, nei cui confronti ora pende un nuovo problema giudiziario, partito proprio da una denuncia di Boccia. L’accusa, come detto, è di stalking. Da quanto trapela Sangiuliano non avrebbe ricevuto alcun avviso di garanzia.

Versione poi confermata dai legali dell’ex ministro: «Non c’è alcun avviso di garanzia. È trascorso oltre un anno dalla denuncia e non ci è stato notificato alcun atto. I rapporti tra il dottor Sangiuliano e la signora Boccia sono stati ampiamente esaminati dalla Procura di Roma e dal Gup dello stesso tribunale che hanno concluso per il rinvio a giudizio, con inizio del processo il 6 ottobre. Premesso che dopo le dimissioni da ministro il dottor Sangiuliano non ha avuto più alcun tipo di rapporto (né telefonico, né epistolare, né tantomeno personale) con la signora Boccia, i fatti sono quelli già ampiamente esaminati dalla Procura e giuridicamente non esiste lo stalking reciproco. Ci attiveremo immediatamente affinché la diffusione di notizie tendenziose, che a nostro avviso configura ulteriori atti di persecuzione, sia vagliata dall’autorità giudiziaria», hanno dichiarato gli avvocati di Gennaro Sangiuliano, Silverio Sica e Giuseppe Pepe.

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