I pm capitolini contestano ad entrambi gli indagati di aver diffuso e rivelato informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura e la moglie. Lunedì 9 l’udienza preliminare nei confronti dell’imprenditrice di Pompei, accusata di stalking, lesioni e diffamazione ai danni di Sangiuliano
Rischiano il processo l'imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo, indagati dalla procura di Roma per interferenze illecite nella vita privata, a causa della diffusione e rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie.
La procura capitolina ha chiuso le indagini e contesta a entrambi di avere reso noti dei frammenti di una conversazione nella quale l'ex ministro confessava di avere una relazione con Boccia.
In particolare, secondo l'accusa, Boccia in concorso con il giornalista Carlo Tarallo, «diffondevano frammenti della registrazione intrattenuta» tra l'ex ministro e la moglie, pubblicandoli sui canali social Facebook e Instagram della testata giornalistica 'Anteprima 24' e sul sito online della stessa».
Interlocuzione che l'imprenditrice, sostengono gli inquirenti, ha avuto minacciando di rivelare la loro presunta relazione sui siti web d'informazione e social.
I fatti contestati risalgono al 26 agosto 2025. La notifica, che precede la richiesta di rinvio a giudizio, consente ora all'imprenditrice e al giornalista di presentare documentazione, memorie e anche di rilasciare dichiarazioni alle sostitute procuratrici di Roma Barbara Trotta e Giulia Guccione, titolari del procedimento, coordinato dall’aggiunto Giuseppe Cascini.
Intanto lunedì in procura a Roma è in programma l'udienza preliminare del procedimento che vede Boccia accusata di stalking, lesioni e diffamazione ai danni dell'ex ministro.
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