«Quello dei morti sul lavoro è un tributo inaccettabile». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla vigilia del Primo Maggio è a Pontedera (Pisa) per una visita istituzionale alla Piaggio. In occasione della festa dei lavoratori, il presidente ha sottolineato l’emergenza morti sul lavoro: «C'è una piaga che non accenna a sanarsi», ha affermato. «Proseguono notizie di lavoratori che perdono la vita sul lavoro: la sicurezza sul lavoro resta un impegno che non consente rinunce o distinguo». 

Il «Primo maggio è la festa dei lavoratori di tutto il mondo. È una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda», ha ribadito durante il suo intervento. «Anticiparne la celebrazione in questo luogo così iconico ricorda il cammino del nostro paese con le sue fatiche e i suoi successi». Per il capo dello Stato si tratta della seconda visita a nella cittadina pisana, dopo la presenza nel 2018 in occasione delle celebrazioni per l'anniversario della scomparsa del Presidente emerito della Repubblica Giovanni Gronchi.

La visita nella città operaia

Il presidente è arrivato nella città operaia, in visita allo stabilimento e al Museo Piaggio, questa mattina. Allo stabilimento è stato accolto dalla ministra del Lavoro Elvira Calderone, da Matteo e Michele Colaninno, rispettivamente presidente esecutivo e ad del Gruppo Piaggio, insieme al presidente della Regione Eugenio Giani, al sindaco di Pontedera Matteo Franconi e al presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori.

Nel corso della visita privata allo stabilimento, Mattarella ha incontrato i sindacati e gli operai e visto la '2R' (2 Ruote), la linea di produzione della Vespa, icona italiana che quest'anno festeggia 80 anni, gli stessi della Repubblica.

Poi un breve percorso a piedi per andare a visitare il museo, salutato dagli studenti con le bandiere italiane e dalle associazioni. Dopo la visita al museo, la cerimonia in auditorium con gli interventi del presidente dell'Unione industriale pisana Andrea Madonna, di Matteo Colaninno, di un rappresentante dei lavoratori, di Calderone e in conclusione il Presidente Mattarella.

Un occhio al cambiamento

In occasione del suo discorso istituzionale, il presidente ha portato l’attenzione sulle varie emergenze e priorità del mondo del lavoro italiano. E anche sulle modalità di intervento e di risoluzione, che dovrebbero essere, ha spiegato, misure di ampio respiro e strutturali: «Per produttività e capacità di innovazione si registra in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni», ma soprattutto bisogna capire che è «tempo di visione e non di misure di corto respiro».

Per questo, secondo Mattarella, è importante rivalutare anche i settori in cui investire: «Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita». Ma anche riconoscere l’importanza trasformativa dei sindacati: «L'organizzazione sindacale, la sua libertà, e anche la sua capacità di trovare ampi e importanti momenti di unità, è parte insostituibile della vita democratica».

Disparità di genere e precariato

Tra le urgenze, anche la persistente disparità di genere. «L'occupazione femminile in Italia è cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato», ha specificato il presidente. Tuttavia, come evidenziano i dati Ocse, «resta un consistente gap da colmare rispetto alla media europea». Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, «va colmato con un complesso di interventi e attenzioni». 

In conclusione, il presidente si è rivolto direttamente a chi è più precario e fragile. «Buona festa del lavoro anche a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero». Un augurio che ha suggellato la sua visita e che si accompagna alle parole della ministra Calderone: questa ricorrenza, ha spiegato, «richiama ogni anno la consapevolezza che il lavoro, soprattutto la qualità del lavoro, è il perno attorno a cui si costruisce la questione sociale e insieme la capacità di crescita del nostro paese».

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