Quasi mille persone salvate nel Mediterraneo hanno aspettato per giorni un porto sicuro per sbarcare, l’Italia ha deciso solo oggi di concederlo e non ancora a tutti. L’approdo è stato offerto ai 558 migranti sulla nave di Medici Senza Frontiere, Geo Barents, che adesso arriveranno in Sicilia, ad Augusta. Per i 440 naufraghi sulla Sea Watch 3, la ong tedesca è ancora in attesa, la prima richiesta era stata inoltrata il 24 dicembre. Se ne sono susseguite cinque, e adesso Sea Watch proverà per la sesta volta. «La Libia non è un porto sicuro» ha ribadito Fulvia Conte, del team di soccorso sulla Geo Barents.

Alcune persone sono in mare da 12 giorni. Tra di loro anche donne incinte, minori, e malati che la Guardia costiera italiana sta soccorrendo a poco a poco: «Uno stillicidio», ha twittato la Ong Sea-Watch.

Evacuazione notturna di alcuni naufraghi soccorsi dalla nave della ong tedesca Sea-Watch (Foto dal profilo ufficiale della ong)

I bambini lasciati in mezzo al mare sono 362, di cui 160 a bordo della Geo Barents, e 202 sulla Sea Watch, hanno dalle 2 settimane ai 17 anni. La maggior parte di loro è senza genitori o qualcuno che li accompagni.

Le evacuazioni

Quattro persone sono state evacuate per motivi di salute nella notte scorsa dalla Sea Watch 3. Si tratta di «una giovane donna incinta, sua sorella minorenne, un uomo con problemi medici e suo figlio. È uno stillicidio - si legge nel tweet -. A bordo ancora 440 persone fra cui donne e bambini piccoli. Tutte e tutti hanno il diritto di sbarcare».

Ieri sera l'imbarcazione si trovava nelle vicinanze di Pozzallo, in provincia di Ragusa: stanotte l'evacuazione è avvenuta nei pressi di Avola, nel Siracusano. Le persone evacuate sono state recuperate da una motovedetta della Guardia costiera. L’ong continua a costeggiare la Sicilia in cerca di riparo dalle condizioni meteo avverse e il mare è mosso: la nave è ancora in cerca di un porto sicuro.

Il giorno prima erano state fatte sbarcare una donna incinta e sua figlia di tre anni, e sono state condotte a Lampedusa.

Sulla nave di Medici senza frontiere, che si trova adesso al largo delle coste catanesi, molti presentano ustioni da carburante, infezioni respiratorie e ferite legate alle violenze subite. Sull’imbarcazione non c’è spazio. Medici senza frontiere racconta che i naufraghi fuggono da Eritrea, Etiopia Sudan. Spesso sono stati vittima di violenza e abusi: «Hanno bisogno di cure mediche specialistiche», dice Candida Lobes, coordinatrice della comunicazione della nave.

Sulle navi, racconta Sea-Watch, sono esposti «al freddo, al vento, al mare mosso». Adesso «hanno bisogno e diritto di sbarcare».

Nelle stesse ore, 27 cadaveri sono stati trovati a terra in Libia dopo diversi naufragi nei giorni scorsi: «È tempo che l’Ue si assuma le proprie responsabilità nel Mediterraneo centrale» dice ancora Sea-Watch.

Il centrodestra all’attacco

Mentre i migranti attendono sulle coste, il centrodestra ha già eretto un muro all’interno della maggioranza. La capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, collega la situazione alla pandemia e dice no all’accoglienza: «Siamo in mezzo alla quarta ondata di Covid, ed è impensabile aumentare ulteriormente i livelli di accoglienza». La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, fa da sponda all’opposizione: va rimossa la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Il giorno della vigilia di Natale il leader della Lega Matteo Salvini scriveva: «Arriviamo vicini a 70mila sbarchi clandestini, stamani ne sono arrivati 120 su un veliero a Santa Maria di Leuca. Io con i velieri ci giocavo da bambino con la playmobil». Una situazione «irrispettosa»: «Che in periodo di Covid, di super green Pass ci siano 70mila sbarchi clandestini senza regole e controlli non è rispettoso nei confronti degli italiani che stanno facendo dei sacrifici» ha detto a Firenze, a margine dell'inaugurazione di una sede del suo partito. Nel frattempo le condizioni delle persone in mare restano critiche.

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