Il comune siciliano si trova isolato, continuano le perturbazioni: il belvedere è crollato per oltre 20 metri. Non si sa quando gli sfollati potranno rientrare. Per il presidente Schifani «i danni del ciclone Harry ammontano a circa un miliardo e mezzo». Il consiglio dei ministri ha intanto stanziato i primi 100 milioni per l’emergenza
Dopo la devastazione causata dal passaggio del ciclone Harry, le perturbazione atlantiche continuano ad abbattersi sull’Italia e, nello specifico, sulla regione Sicilia. Niscemi - un comune di circa 25mila abitanti in provincia di Caltanissetta - è in una «situazione drammatica», ha dichiarato il sindaco Massimiliano Conti. Una frana – il cui fronte si è esteso fino a 4 chilometri – ha causato un cedimento verticale di 6 metri rendendo inagibile la strada provinciale SP10, nel tratto di collegamento con il centro abitato.
La terra viene giù, coinvolgendo interi quartieri, tra cui Sante Croci, Trappeto e via Popolo. Che sono stati per questo evacuati. «La situazione - ha comunicato il sindaco - continua a peggiorare perché si sono registrati altri cedimenti. In nottata, si è verificato un taglio verticale di 25 metri. Stiamo lavorando, di comune accordo con la Protezione civile a un'alternativa. Per non lasciare il paese isolato, potrebbe essere realizzata un'altra strada».
Intanto, il belvedere del paese è crollato per oltre 20 metri. Per il primo cittadino, le stime dei danni sarebbero «incalcolabili».
Data la situazione, trecento abitanti sono stati per precauzione evacuati, trascorrendo la notte nel palasport Pio La Torre del comune mentre tutte le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse. «La Regione è pronta a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini, dare assistenza agli sfollati, molti a titolo precauzionale, e ripristinare al più presto i collegamenti viari», ha detto il presidente della regione Renato Schifani.
Anche l’attuale ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, nonché ex presidente della regione, Nello Musumeci, si è mobilitato per la frana che ha coinvolto Niscemi. «Seguo l’evoluzione del grave fenomeno franoso che sta interessando un intero quartiere di Niscemi» ha detto. «Le alterazioni del terreno si sono accentuate nelle ultime ore, probabilmente anche a causa delle piogge intense, ed è stato necessario evacuare alcune famiglie. Ho sentito il sindaco della cittadina, Massimiliano Conti, assicurando la massima collaborazione del governo Meloni e del nostro Dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha già disposto l’invio di un team di tecnici, a supporto del personale regionale e locale già attivo sul posto».
In Comune, il sindaco Conti sta coordinando il centro operativo, insieme con la protezione civile nazionale e regionale e la prefettura di Caltanissetta. «Ci sarà una zona rossa con famiglie che non potranno rientrare nelle loro abitazioni. Dobbiamo rialzarci. Il governo regionale sta predisponendo il provvedimento per la dichiarazione di calamità naturale». Ulteriori dettaglia sono poi stati forniti dal vicesindaco, Pietro Stimolo. «Il fronte della frana si allarga, anche sulla base delle immagini che sono state effettuate attraverso droni».
Il capo della Protezione civile in Sicilia Salvo Cocina – presente a Niscemi per coordinare le operazioni – ha poi aggiunto che «l’abbassamento è aumentato da 7 a 10 metri». Informando come nella notte la frana si è estesa verso Gela. Mentre il capodipartimento della protezione civile Fabio Ciciliano ha confermato il numero degli sfollati – «un migliaio» –, dichiarando che «in queste ore potrebbero aggiungersene altri» perché «la frana non è ferma, quindi ci saranno da prendere decisioni serie».
«C'è un problema di vita ordinaria che non è più ordinaria», ha rimarcato Ciciliano.
La situazione nella Sicilia orientale
In generale, tutta la Sicilia orientale è stata duramente colpita dal ciclone Harry. Nonostante l’allerta meteo sia rientrata, la situazione rimane critica. Con le mareggiate “storiche” e le esondazioni hanno modificato l’aspetto delle coste. Messina è stata una delle zone più colpite: oltre le spiagge mangiate, anche tratti di carreggiata sono crollati.
Attraverso il sito ufficiale, il comune di Messina informa la cittadinanza che a seguito delle eccezionali condizioni meteorologiche verificatesi nei giorni passati è stata avviata l’attività di ricognizione e censimento dei danni subiti sul territorio comunale. Il censimento ha l’obiettivo di raccogliere informazioni relative ai danni riportati a stabilimenti balneari, strutture turistiche, aziende ed attività commerciali, ma anche, ad abitazioni private.
Il maltempo ha provocato ingenti danni anche ai pendolari che a causa di mezzi rimasti fermi e stazioni bloccate sono costretti a trovare un’alternativa. Ad esempio, la linea ferroviaria Messina-Catania-Siracusa, fondamentale per migliaia di studenti e lavoratori, è rimasta parzialmente interrotta.
Secondo il Comitato Pendolari Siciliani, persistono criticità anche per chi viaggia tra Giampilieri e Letojanni, inoltre, in molti non hanno potuto usufruire dei mezzi sostitutivi, aggravando le difficoltà di raggiungere scuole, università e luoghi di lavoro.
Il comitato, infatti, fa appello a tutte le autorità competenti dal dipartimento regionale dei trasporti, ma anche alla Rete ferroviaria italiana e Trenitalia, con il fine di fornire supporto per riportare alla normalità la mobilità quotidiana.
Anche a Catania la situazione è stata particolarmente grave ma nonostante il maltempo, l'amministratore delegato della Società aeroporto Catania, Nico Torrisi, ha dichiarato che l’attività di volo dell’aeroporto non si è fermata. «Abbiamo garantito continuità territoriale e piena operatività grazie a una preparazione preventiva, decidendo di chiudere il Terminal C e concentrare le attività di accettazione del passeggero in partenza al Terminal A», ha detto Torrisi.
Le strade catanesi invece hanno subito maggiori danni, la mareggiata ha distrutto anche un ristorante storico nella spiaggetta di San Giovanni Li Cuti. Il sindaco Enrico Trantino ha parla di «fenomeno mai visto in 60 anni».
La decisione del Cdm
Il consiglio dei ministri – chiamato a deliberare oggi sullo stato d’emergenza – ha deciso di stanziare 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, per far fronte ai primi interventi di stretta necessità.
A renderlo noto è il ministro Nello Musumeci: «Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni».
Nel tardo pomeriggio è arrivato anche il commento – tramite X –della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Nel Consiglio dei Ministri di oggi il Governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria, regioni maggiormente colpite dal maltempo di questi giorni».
Per poi aggiungere: «Abbiamo contestualmente stanziato 100 milioni di euro per i primi interventi urgenti. Lo Stato è vicino ai cittadini e ai territori. Le Regioni, con i loro Presidenti nominati commissari straordinari, avranno i mezzi e i poteri appropriati per intervenire in modo efficace e tempestivo. Vorrei ringraziare ancora una volta il Ministro Nello Musumeci, la Protezione Civile, le amministrazioni locali e tutti gli operatori dedicati al settore. Nelle emergenze, l’Italia sa essere una comunità ancora più unita».
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