Il ministero dei Trasporti ha inviato a cento operatori del settore delle proposte di modifica al codice della strada. L’idea è quella di rendere obbligatorio il casco anche per le bici elettriche
Patente a 17 anni, casco obbligatorio per le bici elettriche e multe proporzionate alla gravità, anche per eccesso di velocità. Il ministero dei Trasporti ha inviato alcune proposte di modifica al nuovo codice della strada a oltre cento operatori e associazioni di settore. Un documento che rappresenta la base della discussione per eventuali futuri cambiamenti.
Il Mit, oggi guidato da Matteo Salvini, ha messo sul tavolo la possibilità di anticipare almeno di un anno il conseguimento della patente, che oggi avviene al compimento dei 18 anni. Non solo. Il ministero ha proposto «l’obbligo di contrassegno per i cicli a propulsione» per garantire la sicurezza degli utenti. Insomma, le biciclette elettriche dovrebbe adeguarsi alle normative degli scooter.
Multe per eccesso di velocità
L’idea sulle sanzioni è quella di arrivare a «multe più semplici e proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni, prevedendo al tempo stesso sanzioni più severe per i veicoli non assicurati». Sull’eccesso di velocità l’'ipotesi prevede di aumentare la sanzione di 10 euro in più per ogni chilometro oltre il limite.
Dunque, nel caso di un’autostrada, con limite 130 km orari, chi transita sotto un autovelox o un tutor con 150 km orari, dovrebbe pagare 200 euro. Insomma, verrebbe cancellate le attuali fasce. Pugno duro per chi non assicura i veicoli. «In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrà scattare direttamente il sequestro», si legge nella nota del ministero.
Inoltre si punta alla «riduzione degli incrementi sanzionatori in caso di pagamento difforme» e allo «stop all’aumento automatico delle multe legato all’inflazione».
Prevenzione sulla sicurezza stradale
Oltre alla parte sanzionatoria, c’è quella propositiva per aumentare il livello di sicurezza stradale. La proposta allo studio del ministero «prevede il 70 per cento dei proventi all’ente proprietario della strada, da reinvestire in interventi per la sicurezza, e il 30 per cento all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica».
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