Vacanza ad Atene con famiglia. Visita all'Acropoli e cena al ristorate. Biglietti per una partita dei Mondiali in Qatar. Tutto questo mentre le richieste di Doha per ottenere leggi favorevoli dall'Ue diventavano pressanti. C’è questo e molto altro nei messaggi WhatsApp che, nel 2022, si sono scambiati la presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, e la sua allora vice, Eva Kaili. Prima di raccontarli, però, è necessario fare un passo indietro.

9 dicembre 2022, un anno fa: la polizia belga sequestra 878.355 euro in contanti alla coppia formata da Kaili e Francesco Giorgi. Lui, italiano, assistente parlamentare. Lei, greca, eurodeputata dei socialdemocratici (S&D) e vicepresidente del’assemblea europea. Dopo l'arresto di Giorgi, Kaili cerca di far sparire buona parte dei soldi: infila in una valigia circa 720mila euro, li sparpaglia tra pannolini e biberon, affida la borsa al padre che è a Bruxelles per trascorrere tempo con la nipotina.

Appostata davanti all'appartamento della coppia, la polizia sequestra la valigia e perquisisce la casa trovandovi altri 157mila euro. Per questo arresta anche Kaili, che finisce in carcere come Antonio Panzeri, ex eurodeputato degli S&D, di cui Giorgi era stato assistente fino al 2019. A casa di Panzeri gli investigatori trovano altri 670mila euro. In totale sono oltre 1,5 milioni di euro sequestrati. Tutti in contanti. Così è iniziato il Qatargate, con i tre protagonisti principali accusati di far parte di un'organizzazione criminale dedita alla corruzione e al riciclaggio.

I contanti sequestrati durante l'indagine Qatargate. Grafica di Simon Toupet di Mediapart

Giorgi e Panzeri (che ha poi accettato di collaborare con i magistrati in cambio di una pena ridotta) hanno confessato: in cambio di soldi, facevano lobbying all'interno delle istituzioni Ue per conto di ufficiali di Qatar, Marocco e Mauritania. Panzeri ha anche accusato Kaili di aver ricevuto 250mila euro in contanti, a seguito di un accordo stipulato nel 2019 con dei funzionari del Qatar. Un fatto che lei ha sempre negato. Esautorata dalla funzione di vicepresidente ed estromessa dal suo gruppo politico, Kaili ha trascorso quattro mesi in carcere in regime di custodia cautelare. Si è sempre dichiarata innocente. Alla polizia ha detto di non sapere nulla della provenienza dei soldi trovati in casa sua, né delle attività di lobbying svolte dal compagno.

Un'indagine condotta da Domani insieme alla rete Eic (European investigative collaborations), basata su documenti ottenuti dal quotidiano belga Le Soir, permette ora di raccontare molti degli elementi raccolti dagli inquirenti per contraddire la difesa di Kaili.

C'è ad esempio un messaggio in cui, nel novembre 2020, al telefono con un imprenditore Kaili descrive Giorgi come «un consulente di fiducia di diversi governi». C'è una testimonianza resa alla polizia da una sua ex collaboratrice: «Per ciò che riguardava la politica dei Paesi del Golfo, mi chiedeva di sentire il parere di Francesco Giorgi, e dovevamo seguire le istruzioni...Kaili gli telefonava in mia presenza per sapere cosa avrebbe dovuto dire, fare o votare». In questo contesto s'inserisce una lunga operazione, realizzata da Kaili all'interno delle istituzioni dell'Ue, per l’ottenimento dell'esenzione dal visto europeo per i cittadini del Qatar.

Obiettivo che, secondo i documenti analizzati, è stato perseguito mentre l'eurodeputata si coordinava sull'argomento con la coppia Panzeri-Giorgi e con alcuni ufficiali di Doha. Il problema è che l'esenzione dal visto Ue era proprio una delle richieste fatte dal Qatar alla coppia di italiani in cambio di soldi. Intervistata da EIC, Kaili ha risposto spiegando che Panzeri «ha mentito» agli investigatori belgi, che anche quelle del suo compagno Giorgi «sono confessioni estorte sotto minaccia» e, più in generale, che lei ha solo fatto politica: «Ascolto molti pareri, ma nessuno mi dà istruzioni».

I messaggi Kaili – Metsola

Tutto questo sarà al centro delle altre puntate dell’inchiesta. Qui ci concentriamo sul rapporto tra Metsola e l'eurodeputata greca. Nel gennaio 2022 Kaili viene eletta vicepresidente del Parlamento Ue. Il 25, via Whatsapp, chiede e ottiene dalla presidente Metsola la delega sul Medio Oriente. Quattro mesi dopo c'è un altro scambio. «Tra quattro giorni ti farò sapere i dettagli per Atene», scrive Kaili l'1 agosto.

«Fantastico, non vedo l’ora», risponde Metsola. I messaggi della settimana seguente permettono di capire meglio. Kaili: «Tu, tuo marito e 4 ragazzi? O di più? I biglietti e una guida vi aspetteranno alle 18:00 al Museo dell'Acropoli». E poi: «Abbiamo organizzato una cena in uno dei nostri migliori ristoranti, vicino e con vista sull'Acropoli. Non devi occuparti di nulla, mandami solo il numero delle persone». Metsola: «Saremo 6 persone + 2 della sicurezza». Kaili: «Fatto». È stata Kaili a pagare? Metsola non ha risposto in maniera diretta. Una sua portavoce ci ha scritto: «Non è anormale che durante le vacanze personali con i suoi figli ci siano state discussioni private su visite culturali e su dove mangiare. Nell’estate del 2022 non c’era motivo di sospettare secondi fini dietro la cordialità di una collega proveniente da quel Paese».

Il 31 ottobre Kaili è in visita ufficiale in Qatar. Incontra Mohammed Al-Thani, ministro degli Esteri, e Ali Ali-Marri, ministro del Lavoro. Per la Procura di Bruxelles, Al-Marri è l'uomo che si è occupato di corrompere Giorgi e Panzeri. L'1 novembre Kaili scrive all’ambasciatore dell’Ue in Qatar: «Il primo ministro mi ha inviato un regalo da parte della Fifa».

Secondo quanto ha dichiarato agli inquirenti belgi, è stato durante questo viaggio che Kaili ha incontrato per la prima volta Gianni Infantino, presidente della Fifa e organizzatore dei Mondiali di calcio svoltisi in Qatar a fine 2022. Undici giorni dopo quel messaggio sul presunto regalo ricevuto dalla Fifa, Kaili offre al capo dello staff di Roberta Metsola un invito per i Mondiali. Lui rifiuta: «Ciao Eva, Roberta ha consultato il servizio legale e dobbiamo stare molto attenti...Quindi, fatto salvo il futuro, per il momento non lo farei». Kaili non si perde d'animo e il giorno dopo fa la stessa proposta a Metsola: «Ti devo mandare un invito per i Mondiali, tu o tuo marito e i vostri figli potreste essere interessati?».

Interrogata dagli inquirenti, Kaili ha detto che è stato Infantino a darle quegli inviti. Alle nostre domande, la Fifa ha invece sostenuto che Kaili «è stata invitata alla Coppa del mondo così come centinaia di altri ospiti», ma «aveva il diritto di portare con sé una persona, non le sono stati dati «altri “pacchetti” con cui invitare persone all'evento». E Metsola? Ha accettato i biglietti? No, ci ha risposto una sua portavoce, sottolineando il suo «rifiuto ad andare a causa delle preoccupazioni sui diritti umani in Qatar».

L’affare dei visti

Tra gli atti sequestrati a Kaili ci sono anche altri messaggi scambiati con Metsola. È il 23 novembre 2022, momento di massima tensione sull'asse Bruxelles-Doha. Sul piatto c'è sia l'esenzione dai visti, che rischia di saltare per le condanne a morte eseguite in Kuwait, sia una risoluzione sul mancato rispetto dei diritti umani in Qatar, sulla quale il Parlamento Ue avrebbe dovuto votare il giorno seguente. Ahmed Al-Malki, ambasciatore del Qatar in Ue, scrive a Kaili: «Ciao Eva. Per favore, fai del tuo meglio per toglierlo. Ho ricevuto una chiamata dal palazzo. Sono molto arrabbiati per questo, soprattutto Fifa e Qatar. Per favore, conto su di te, se chiami parla con Sua Eccellenza Roberta Metsola».

EPA

Kaili scrive 10 messaggi a Metsola. Nove di questi sono stati poi cancellati dalla stessa eurodeputata. Nell'unico non cancellato, Kaili scrive: «Anche sul resto non sono d’accordo ma credo che lo digeriranno se otteniamo i visti». Kaili ha chiesto a Metsola di influenzare la decisione del Parlamento sull'esenzione dai visti per il Qatar? Che cosa ha risposto Metsola? Qual era il contenuto dei messaggi cancellati? Su questo la portavoce di Metsola si è limitata a rispondere che tutti i messaggi «sono stati cancellati da Kaili prima che la Presidente li vedesse». L’ultimo mistero nell’inchiesta che ha scosso le istituzioni europee.

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