Oltre all’agente che ha sparato contro il rapinatore, in gravi condizioni al Niguarda, i pm hanno iscritto anche gli altri tre militari con la scriminante dell’uso legittimo delle armi
Ha colpito con un bastone alla testa un vigilante, poi gli ha rubato la pistola ed è scappato. Liu Wenham, 31 anni, di nazionalità cinese ha poi sparato 4 colpi contro una macchina della Polizia del commissariato Mecenate (lo stesso del poliziotto coinvolto caso Mansouri) che lo ha intercettato: dopodiché è stato colpito dagli agenti dell’Uopi (unità specializzate di primo intervento della Polizia di Stato) che hanno risposto al fuoco. Ora lotta tra la vita e la morte in ospedale: si trova al Niguarda, in codice rosso.
Un'altra sparatoria dunque ha coinvolto le forze dell'ordine nel quartiere milanese di Rogoredo in meno di una settimana. Liu Wenham, già noto alle forze dell’ordine, era stato fermato due volte negli ultimi giorni. Era finito anche in un reparto psichiatrico.
I fatti
Attorno alle 14.30 di domenica, il vigilante di circa 50 anni, stava andando al lavoro a piedi quando in via Caviglia, zona sud della città non lontano da Piazzale Corvetto, è stato aggredito da uomo che lo ha colpito con un bastone per poi rubargli la pistola che aveva in dotazione, una Walther P99. Ha subito chiamato il 112, spiegando che «un uomo con gli occhi a mandorla» lo aveva derubato e sono quindi arrivate numerose volanti in zona.
La ricerca ha avuto successo attorno alle 15.15, quando il ladro ha incrociato le forze dell’ordine in via Cassinis, poco prima di piazza Mistral, ancora più in periferia non lontano dalla stazione di Rogoredo. Alla vista delle forze dell'ordine ha sparato, con almeno tre colpi rimasti nella carrozzeria blindata del fuoristrada. Sono arrivati i rinforzi dell’Uopi che che hanno risposto al fuoco.
Ferito alla testa e a un braccio, il trentunenne è stato trasportato in condizioni gravissime all'ospedale Niguarda, dove è ricoverato in prognosi riservata.
La zona è stata blindata per i rilievi della Polizia Scientifica e la Procura di Milano sta acquisendo tutti i video delle telecamere presenti nella zona e sentendo i testimoni per ricostruire la dinamica della sparatoria. Gli accertamenti finiranno nel fascicolo aperto dalla pm Simona Ferraiuolo e dal procuratore capo Marcello Viola. In base a quanto si apprende, il rapinatore potrebbe rispondere di rapina aggravata, minacce e tentato omicidio, mentre si sta valutando il tipo di accusa da contestare al poliziotto che ha sparato, un'iscrizione "come atto dovuto" per poter consentire anche all'agente di partecipare con propri consulenti e dimostrare che il colpo sarebbe stato esploso come legittima difesa. Indagati anche gli altri tre agenti dell’Uopi intervenuti: sono stati iscritti dal procuratore capo Viola per lesioni colpose con la scriminante dell'uso legittimo delle armi.
In quello che resta del boschetto della droga, Abhderraim Mansouri, 28enne di nazionalità marocchina, è stato ucciso da un agente di Polizia in borghese nel corso di un controllo, dopo che aveva estratto una Beretta 92 che è poi risultata essere a salve.
E dopo l'episodio di oggi, esponenti del centrodestra sono tornati ad attaccare l'amministrazione del sindaco Sala, definendo Milano «una città ormai fuori controllo con problemi legati anche all'immigrazione e alla mancata integrazione, conseguenza di politiche buoniste.
A intervenire anche il ministro Salvini che ha scritto su X: «Io sto col poliziotto». «Io sto col poliziotto» è la sottoscrizione della Lega per sostenere l’agente indagato per la morte di Mansouri.
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