«Non dimenticare un solo nome». Con questo obiettivo in testa centinaia di persone hanno deciso di portare a Roma, venerdì 10 aprile, un sudario su cui tanti volontari hanno scritto a mano i nomi dei 18.457 bambini e bambine di Gaza uccisi fra ottobre 2023 e maggio 2025. Il telo bianco di 25x8 metri, realizzato mesi fa dal collettivo Carnia per la pace, attraversa le vie della Capitale partendo da Piazza Vittorio Emanuele II per arrivare fino al cimitero del Verano.

Credits: Sabrina Morelli
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«Il nostro è un gruppo spontaneo nato per sostenere la resistenza del popolo palestinese: abbiamo voluto dare forma e significato alle vittime in numero crescente, ricordare che dietro a quei numeri ci sono dei nomi, dei bambini e dei ragazzi, vite e sogni che sono stati brutalmente spazzati via dalla violenza delle bombe. Il lavoro di trascrizione dei nomi ha visto un'ampia e incredibile partecipazione. Un vero tsunami di persone che hanno voluto contribuire», spiegano a Domani gli attivisti di Carnia per la pace.

Non spegnere i riflettori

Il sudario è accompagnato dallo striscione «Non dimenticare un solo nome». Le parole provengono dal titolo della lectio magistralis tenuta da Paola Caridi al Festival Vicino/Lontano a Udine nel maggio 2025, Non dimenticare un solo nome - Elegia per i sudari di Gaza. Non a caso Caridi, spiegano dal collettivo, è la madrina del sudario. Insieme a lei hanno aderito all’iniziativa, tra gli altri, anche gli attori Paolo Briguglia e Anna Foglietta, e don Andrea Caporale della Rete dei Preti contro il genocidio.

Che i riflettori su Gaza non debbano essere spenti lo testimonia anche Medici Senza Frontiere. In un comunicato uscito proprio lo stesso giorno della manifestazione a Roma, l’organizzazione ha ricordato come a distanza di sei mesi la situazione nel territorio palestinese sia ancora «catastrofica».

Credits: Sabrina Morelli
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A preoccupare gli attivisti in piazza sono anche gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. «Il sudario è un atto di amore e memoria, presa di coscienza di un genocidio che continua e che si allarga ora anche al Libano. Questa esperienza viene condivisa con coloro che portano nelle piazze il loro grido di dolore per Gaza e la Palestina. In tutta Italia, e non solo. Roma è la piazza più importante d’Italia nella quale sentirci uniti con il popolo palestinese», spiegano da Carnia per la pace.

Credits: Sabrina Morelli
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Il percorso nella Capitale è carico di significato. «La scelta di partire da Piazza Vittorio non è casuale. Qui siamo molto vicini a Santa Maria Maggiore, alla tomba di papa Francesco, che era in contatto quotidiano con il parroco di Gaza. Ci piace l’idea di essere vicini a lui, di srotolare il sudario a pochi passi dal suo luogo di sepoltura», dice Corinna Bottiglieri del Comitato Piazza Vittorio Partecipata, tra le realtà promotrici dell’iniziativa insieme a Donne in Ascolto di S. Lorenzo e Ultimo Giorno di Gaza.

Niente spazio per odio e partiti

Il corteo sfila silenzioso. «Abbiamo chiesto a tutti i partecipanti di non portare bandiere di partito e di non fare cori di odio contro nessuno. Siamo qui per ricordare vittime civili innocenti», spiegano i promotori. Così, avanzando in un silenzio rotto solo da qualche canto palestinese, si arriva al Verano.

«Abbiamo scelto questo posto come punto di arrivo per dare una sepoltura simbolica a tante piccole vittime che non hanno nemmeno una tomba», spiega Bottiglieri mentre vengono letti i nomi e le età di una parte dei bambini uccisi. Alcuni hanno meno di un giorno di vita.

Una manifestante dice: «Sappiamo che ora l’attenzione mediatica è spostata su altro. Ma a Gaza i civili continuano a perdere la vita e i bambini morti sono già oltre 18mila. Come possiamo dimenticarli?».

Credits: Sabrina Morelli
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