Studenti in gita alla scuola di guerra. Accade a Civitavecchia dove alcune classi del liceo scientifico “Galileo Galilei” hanno svolto attività di formazione e orientamento in una delle infrastrutture d’élite dell’esercito, il Comando valutazione e innovazione (Comvie). Si tratta del centro di addestramento e preparazione delle unità militari preposte alle operazioni fuori dal territorio nazionale e al pronto intervento in caso di crisi e conflitto. Tra le attività d’eccellenza del Comvie di Civitavecchia c’è poi la sperimentazione e l’impiego delle nuove tecnologie belliche, in particolare droni, robot e altri sistemi automatizzati.

Per le scuole di ogni ordine e grado lo Stato maggiore della Marina militare ha dato vita al programma “Visita le nostre navi". A inizio anno è stata inviata una lettera a tutti gli Uffici scolastici regionali per promuovere «conferenze di orientamento a supporto degli studenti nei percorsi di scelta culturale e professionale» e per invitare a visitare le maggiori basi navali (La Spezia, Taranto, Venezia, Ancona, Roma, Augusta e Cagliari). «Venite a scoprire le sensazioni che si provano a bordo dei mezzi aeronavali», scrivono i vertici della Marina. «Navi e velivoli costituiscono il cuore pulsante della forza armata. Riteniamo utile offrire ai giovani la possibilità di scoprire cosa vuol dire la vita di mare e come essa determini nella crescita individuale doti di leadership, senso di responsabilità, resilienza fisica e mentale, predisposizione al problem-solving e al lavoro di gruppo...».

"L’Aerospazio: tecnologia, passione, competenze e professionalità al servizio del Paese nell’era dell’intelligenza artificiale” è il tema del concorso bandito dall’Aeronautica Militare in collaborazione con le autorità scolastiche del Lazio per gli studenti delle secondarie di secondo grado. «Le classi potranno presentare i loro elaborati seguendo le indicazioni e gli orientamenti che emergeranno da incontri presso importanti Reparti di Volo o altre realtà storiche della Forze Armate e Centri di ricerca nazionali, nonché attraverso il coinvolgimento di realtà aziendali del settore aerospazio (Leonardo, Avio Aereo, Thales Alenia Space)», si legge nel bando. Cyber space, satelliti, cacciabombardieri di quinta e sesta generazione e tecnologie quantistiche i temi chiave su cui articolare i curricula formativi-didattici, con particolare enfasi sui droni, «piattaforme leggere e versatili che rappresentano l’integrazione evoluta di intelligenza artificiale».
Anche l’Arma dei carabinieri sta girando in lungo e in largo le scuole d’Italia per incontri e conferenze sulle opportunità di carriera all’interno dei propri reparti o su molteplici temi di educazione civica e cittadinanza. Non è rimasta fuori dal tour promozionale la cittadina di Niscemi, messa in ginocchio dalla devastante frana che ha privato delle abitazioni oltre 1.600 abitanti. All’istituto superiore “Leonardo da Vinci” i carabinieri hanno svolto corsi di «prevenzione e lotta ai fenomeni di disagio giovanile, bullismo, cyberbullismo e ogni forma di estremismo violento» e finanche «un’attività esperienziale attraverso un percorso sensoriale interattivo, che ha visto gli studenti cimentarsi in alcune prove pratiche indossando speciali occhiali in grado di simulare le alterazioni percettive e cognitive conseguenti all’assunzione di droghe».

Ogni occasione è buona per l’ingresso a scuola delle forze armate e dei manager delle aziende del comparto militare-industriale. Un fenomeno che allarma educatori, insegnanti, associazioni di studenti e organizzazioni sindacali e del mondo cattolico. Tre anni fa a Roma è sorto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università che oltre a raccogliere denunce e segnalazioni su quanto accade nel sistema formativo sta svolgendo attività di sensibilizzazione ed educazione alla pace e al disarmo a favore del personale scolastico.
«Con sempre più frequenza si assiste alle gite delle scolaresche a caserme, installazioni radar e telecomunicazioni, porti, aeroporti e poligoni militari», denuncia l’Osservatorio. «Gli studenti assistono a cerimonie, parate militari e mostre delle più moderne tecnologie di distruzione. Ci sono poi le attività didattico-culturali affidate a generali-docenti (dalla lettura e interpretazione della Costituzione e della storia all’educazione ambientale, alla salute, ecc.); i cori e le bande di studenti e soldati; gli stage formativi e le attività di alternanza scuola-lavoro a fianco dei reparti delle forze armate o nelle aziende produttrici di armi. Sono questi gli esempi più emblematici di come la scuola italiana stia abdicando alle proprie funzioni educative, consentendo al mondo militare di occupare ogni sfera della didattica per fini apertamente in contrasto con i valori costituzionali della difesa delle libertà, della democrazia, della giustizia sociale e della pace su cui si dovrebbe fondare l’istruzione pubblica».


Del processo di militarizzazione in atto nella scuola italiana si parlerà venerdì 13 marzo (ore 9.30-11) a Fiera Milano Rho in occasione di Sfide. La scuola di tutti, il salone della scuola all’interno di Fa’ la cosa giusta!. All’incontro, oltre ad Antonio Mazzeo, parteciperanno anche Annabella Coiro e Christian Raimo.

© Riproduzione riservata