Giornata di sciopero per la scuola. Questa mattina, giovedì 7 maggio, la Rete degli studenti medi è scesa in piazza, a Santi Apostoli, a Roma, per manifestare contro la riforma degli istituti tecnici. I collettivi Cambiare Rotta e Osa si ritroveranno invece sotto al ministero dell'Istruzione guidato da Giuseppe Valditara «contro la scuola classista».

«Scenderemo in piazza al fianco di docenti e lavoratori della scuola, contro la distruzione della scuola pubblica e le riforme di Valditara, a partire dalla 4+2 dei tecnici e professionali. Contro una scuola classista e aziendalizzata e contro un futuro di precarietà, guerra e leva militare», avevano annunciato in una nota i giovani attivisti. 

Ma non solo Roma. In tutta Italia oggi è il giorno in cui gli istituti tecnici si fermano. Il motivo è proprio quello di protestare contro la riforma che ha l’obiettivo di modificarli. «Il provvedimento che contestiamo – spiegano i sindacati -, che prevede il riordino e la modifica dei quadri orari degli istituti tecnici, è stato approvato a iscrizioni già concluse: le famiglie hanno scelto una scuola che da settembre non esisterà più».

Ancora: «La riforma prevede il taglio alle discipline umanistiche e scientifiche, la formazione scuola-lavoro anticipata a 15 anni, l’imposizione della didattica per competenze condotta da esperti aziendali senza alcuna formazione pedagogica, lo smantellamento del biennio comune e titoli di studio non più comparabili tra i vari istituti del medesimo indirizzo – è quanto sostengono i sindacalisti – Di fatto, l’istruzione tecnica diventa sempre più asservita alle esigenze delle imprese locali, si fa ancora più classista e si impoverisce: sarà un’istruzione superficiale per i figli delle classi popolari, cessando il suo ruolo storico di ascensore sociale». 

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