Il governo italiano ha deciso di estendere di altri 15 giorni la proroga dei controlli alle frontiere con la Spagna. A ufficializzare la notizia è stato il Viminale, secondo cui il ministro Matteo Piantedosi ha comunicato alla Commissione Ue e ai suoi omologhi dei paesi membri la decisione. Il provvedimento, spiegano, è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi nella mattinata del 15 settembre. Secondo il Comitato, «permangono elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche», fa sapere il ministero in una nota.

Reazione

La decisione presa dal governo italiano ha innescato una dura reazione da parte di Madrid: «È assurdo, è inutile ed è una vergogna perché mina lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei», ha detto il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares. A suo avviso la decisione è stata presa in termini di «politica interna»: sia la premier che il ministro Tajani non si stanno comportando come «leader europei all’altezza della situazione».

Albares, parlando con i media in Senato, ha affermato di avere chiesto sia al Partido popular, in quanto alleato di Forza Italia, sia a Vox, in quanto alleato di Meloni, di far loro sapere che «questo provvedimento è una vergogna, è assurdo ed è ridicolo». In serata è arrivata la replica da parte del vicepremier di Forza Italia: «L’Italia applica le regole e i Trattati europei con l'unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini. La reazione del governo spagnolo alla decisione italiana di proseguire con la sospensione di Schengen appare quindi fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva».

L’ultima proroga risaliva al 31 agosto scorso. In quella data le valutazioni alla base del provvedimento furono comunicate dal ministro dell’Interno al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un costruttivo confronto telefonico. In risposta, la Spagna aveva deciso di prorogare per due settimane i controlli sui passeggeri che quindi dureranno fino al 21 settembre. 

Tuttavia, la sospensione di Schengen è una misura di natura politica dato che i migranti arrivati a Ceuta non sono stati trasportati nella penisola Iberica. Lo stesso commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, ha escluso danni all’integrità di Schengen durante il suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo. «La maggioranza delle persone entrate a Ceuta sono rientrate in Marocco in poche ore, l’integrità dell’area Schengen è rimasta intatta, grazie anche alle autorità della Spagna e alla cooperazione con il Marocco», ha detto Brunner. Con il Marocco c’è l’impegno a «continuare a lavorare insieme sui rimpatri», ha sottolineato Brunner.

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