Gli alloggi temporanei sono arrivati per tutti gli abitanti di Spin Time. Ma il presidio permanente davanti al palazzo che in 13 anni è diventato un modello d’abitare e integrazione sociale non si disperde. Perché «Casa nostra è a via Santa Croce in Gerusalemme. Dall'incendio che ha fatto da pretesto per lo sgombero del 29 luglio non ci siamo mai mossi. Gli abitanti hanno trovato tutti una soluzione temporanea, ma l'emergenza continua e l'unico modo per segnalarlo è restare qui, con gli occhi fissi sul palazzo», hanno scritto gli attivisti in una nota, dopo il tavolo di confronto con il Comune di Roma per definire i prossimi passi, visto «l’incomprensibile e disumano rifiuto» all’accordo ponte di Investire Sgr, società proprietaria dell’edificio, che avrebbe permesso, dopo la messa in sicurezza, il rientro nel palazzo.

La comunità di Spin Time, però, non si arrende, né intende disgregarsi. Fanno sapere di aver chiesto al Comune, durante l’incontro con l’amministrazione del 25 agosto, di poter mettere sette gazebo pavimentati sulle strisce blu davanti all’edificio e nei weekend di poter occupare tutta la via, proprio come hanno fatto dal 29 luglio ad oggi, per organizzare attività culturali, musicali, artistiche, laboratori, dibattiti politici, per trasformare la strada in un’isola pedonale, con l’obiettivo di restare un presidio di socialità per il quartiere, almeno fino al prossimo 19 settembre, giorno in cui è previsto il corteo nazionale che da Spin Time arriverà davanti alla sede di Investire Sgr.

«Perché il tempo di Spin Time non è ieri e sicuramente non è tra uno, due, tre anni. Il tempo di Spin Time è ora», ricordano gli attivisti che promettono di continuare a monitorare che per tutte le famiglie a cui è stato trovato l’alloggio temporaneo sia rispettato il diritto a una casa popolare: per le 48 persone attualmente ospitate alla Domus Sessoriana, a pochi passi dalla sede di via Santa Croce in Gerusalemme, l'obiettivo sarebbe trovare un alloggio di edilizia residenziale pubblica entro 60 giorni. Per gli altri ex residenti, invece, si parla di una casa popolare entro sei mesi.

L’acquisto del Comune

Ma la comunità di Spin Time non lascia in secondo piano neanche quella che definiscono la «vera partita», cioè poter rientrare nell’ex sede dell’Inpdap. «Intanto continuiamo a fare fuori quello che abbiamo sempre fatto dentro», spiega Mosé Vernetti, tra i portavoce di Spin Time, soddisfatto della discussione in corso con Roma Capitale: il tavolo del 24 agosto diventerà permanente, si capisce dalle sue parole. E il prossimo incontro è previsto per il 2 settembre.

«Siamo allineati nel voler tutelare il modello abitativo di Spin Time», chiarisce Vernetti prima di spiegare che Roma Capitale intende procedere con la proposta di acquisto del palazzo, «adesso sta all’agenzia delle Entrate valutare l’edificio. Se la proprietà vuole vendere come dice lo scopriremo. Noi nel frattempo restiamo qui. Sui tempi però non abbiamo avuto ancora rassicurazioni».

Investire, infatti, aveva chiesto che il palazzo fosse definitivamente liberato dagli averi dei suoi abitanti e messo in sicurezza prima di riprendere la trattativa: «Ogni secondo in cui non si parla delle modalità di come il palazzo di Spin Time torni a essere un bene comune è un secondo sprecato», ribadiscono gli attivisti anche durante l’assemblea pubblica che hanno indetto dopo il tavolo con il Comune, per comunicare alla cittadinanza i risultati dell’incontro.

Gli attacchi da destra

A dirsi preoccupata per l’esito del tavolo di confronto Spin Time-Roma Capitale (e pronta a monitorare che vengano rispettati tutti i criteri per l’assegnazione delle case popolari) è invece Fratelli d’Italia.

«Se fosse vero che il Comune di Roma è pronto ad autorizzare sette gazebo e la chiusura della strada nei weekend per Spin Time, saremmo davanti all'ennesima, imbarazzante resa dell'amministrazione Gualtieri alle pretese degli abusivi di Spin Time. Dopo un'occupazione illegale, ancora richieste e ancora concessioni che sconfinano nell'arbitrio e nella pretesa. Ma eventualmente, chi pagherebbe la luce per illuminare i dehors? Chi pagherebbe il riscaldamento e tutti i costi dei servizi, non ultimo lo smaltimento dei rifiuti? Sempre a scrocco, come da consolidata tradizione dei compagni? Sempre sulle spalle dei romani onesti che rispettano le regole?», commenta Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d'Italia e coordinatore regionale del partito nel Lazio.

«Il sindaco Gualtieri chiarisca quindi quali impegni siano stati assunti dal Campidoglio, tanto sull'utilizzo della strada quanto sul fronte abitativo», aggiunge il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che sottolinea: «Gli spazi pubblici sono della città e devono essere gestiti nell'interesse di tutti, a partire dai residenti e da chi in quel quartiere vive e lavora», senza considerare, però, che è proprio per tutelare l’interesse di tutti che Spin Time resiste.

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