Non si placa lo scontro al Csm per la nomina del prossimo numero due in procura nazionale antimafia. la nomina del prossimo procuratore nazionale antimafia era stata rispedita alla Quinta commissione lo scorso 11 giugno a causa della lettera arrivata a palazzo Bachelet di Franca Imbergamo, attuale sostituta procuratrice alla Dna, la quale sosteneva di essere più titolata degli altri due colleghi in corsa - Sebastiano Ardita con tre voti in commissione e Eugenio Fusco, ex aggiunto di Milano, con un voto e considerato il candidato di Giovanni Melillo che aveva espresso preferenza in audizione - e che il suo curriculum era stato sottovalutato.
Di qui la decisione di azzerare tutto con il ritorno in commissione. Il nuovo voto ha visto di nuovo Ardita incassare tre voti (i laici di centrodestra Giuffrè e Aimi e del togato di Mi Paolini) mentre Imbergamo ha incassato gli altri tre (Carbone di Area la prima volta aveva votato Fusco, Bisogni di Unicost e Miele di Md si erano astenuti).
Il risultato è che ora la sfida è un testa a testa tra Ardita e Imbergamo, mentre Fusco è rimasto tagliato fuori dalla corsa. L'ultima parola spetterà al plenum e l'esito rimane incerto e potenzialmente esplosivo. In base alla circolare interna sulle nomine (vista l'interpretazione data da una recente sentenza del Consiglio di Stato), infatti, Imbergamo dovrebbe prevalere per curriculum in via automatica, perchè ha un'esperienza in materie di competenza dell'Antimafia superiore di sei anni rispetto a quella di Ardita.

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