Il testo è passato con 127 voti favorevoli, 82 astenuti e nessun contrario. Le opposizioni infatti hanno fatto sapere di condividere il principio alla base della proposta, ma hanno sottolineato i possibili rischi per la limitazione della libertà di stampa
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La Camera ha approvato in prima lettura la proposta di legge a prima firma del capogruppo di Forza Italia, Enrico Costa, e della leghista Simonetta Matone che prevede l'obbligo per le testate giornalistiche che hanno dato notizia di un procedimento penale di pubblicare anche le sentenze di assoluzione, proscioglimento o archiviazione. Il testo è passato con 127 voti favorevoli, 82 astenuti e nessun contrario. Le opposizioni infatti hanno fatto sapere di condividere il principio alla base della proposta, ma hanno sottolineato i possibili rischi per la limitazione della libertà di stampa.
Il testo prevede che il direttore o il responsabile del mezzo di comunicazione (testata giornalistica, radiofonica, televisiva o online) che ha dato notizie relative all'avvio di un procedimento penale, su richiesta dell'interessato, sarà tenuto a dare pubblicità anche ai provvedimenti a lui favorevoli con rilievo adeguato allo spazio già riservato al tema.
In caso di mancato adempimento, l'interessato potrà rivolgere una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali che, a quel punto, deciderà nei cinque giorni successivi e potrà ordinare la pubblicazione della notizia in questione.
Il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, ha posto alcuni accenni di criticità: «Se condividiamo del tutto il principio secondo cui, la gogna non può mai sostituire il processo né il sospetto diventare una condanna sociale preventiva, la strada scelta dal governo per assicurare la pubblicità delle sentenze di assoluzione ci lascia perplessi», in particolare rispetto al ruolo del Garante. «Può un'autorità amministrativa entrare così nel merito delle scelte redazionali senza produrre inevitabili contenziosi o effetti distorsivi? Il rischio di trasformare un principio assolutamente condivisibile in una forma indiretta di pressione sulle redazioni è concreto», ha spiegato.
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