Già membro del consiglio e tra i protagonisti del caso dell’Hotel Champagne, l’ex sottosegretario alla Giustizia correrà in autonomia per il voto del 25 e 26 ottobre. Sfiderà gli ex colleghi di corrente di Magistratura indipendente
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L'elenco delle candidature al Csm per il voto del 25 e 25 ottobre si allunga con un nome di peso, sufficiente da solo a mandare in tilt tutti i ragionamenti fatti fino a qui dai gruppi associativi. Cosimo Ferri, ex componente del Csm, capocorrente di Magistratura indipendente, già sottosegretario alla Giustizia e uno dei protagonisti del caso Palamara, ha formalizzato la sua nuova candidatura al Consiglio, nel collegio Giudicante 2.
Attualmente Ferri è giudice presso la sezione civile della corte d'appello di Roma, ma le sirene della politica giudiziaria (dopo anni di politica nei palazzi del potere) sono tornate a incalzarlo. La sfida elettorale dunque si fa sempre più aperta: Ferri correrà contro i candidati del suo ex gruppo, Mi, forte però della sua grande riconoscibilità.
Ferri ha parlato con l'Adnkronos, spiegando che «la legge di riforma del Csm ha l'obiettivo di stimolare candidature autonome e di offrire una maggiore pluralità. Nello spirito della legge non esistono liste contrapposte, ma collegamenti interni solo al fine della ripartizione dei seggi. Non si voteranno le liste, ma i singoli candidati. Penso che ciascuno di noi debba avere il coraggio di mettersi in gioco. È uno stimolo a un confronto. Allo stato, mi sembra che le candidature siano quasi tutte espressioni di decisioni prese dalle correnti quasi blindate. Appaiono delle designazioni. Questa è la realtà. Quindi ho deciso di mettermi in gioco con umiltà ma con determinazione. Mi auguro che possa servire per stimolare altre candidature e rendere la competizione più aperta possibile».
Sicuramente la competizione sarà molto aperta, chissà se si alzerà anche il livello della polemica.
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